sabato 1 aprile 2017

Io, Chiara E Gli Scuri

Ho sempre pensato che gli scuri in legno siano decisamente belli. Poi certo, si può ragionare sul colore. Prima erano verde scuro, adesso sono di un marrone chiaro che non è male. Sento già voci perplesse dei lettori, "Oddio, Sym si è bevuto il cervello, adesso vende spazi pubblicitari a serramentisti". No, tranquilli. La sto solo prendendo un tantino alla larga, ma mi serve per immergermi nello stream of consciousness di minchiate che scorre qui. Dicevo che gli scuri in legno sono belli, e confermo. Però hanno un difetto, ed è che con le intemperie si rovinano. Si scrostano, si pelano, si crepano. Non solo, si gonfiano anche. Gonfiandosi, arrivano ad un punto in cui grattano sui davanzali quando li apri. Producendo un rumore fastidiosissimo, se li apri lentamente. Se invece li spalanchi di botto, fanno un rumore pazzesco che dura un secondo. E' un po' come quando ti togli un cerotto e devi scegliere, lenta sofferenza o strappo violento? Io sono per lo strappo violento, quindi anche l'apertura degli scuri avviene in botta secca. E fin qui, posso comprendere anche un coro di "sì, ma chi se ne frega Sym", e non avreste nemmeno del tutto torto.
Però ho scoperto una cosa divertente. Ipotizziamo che le finestre di cui stiamo parlando si affaccino, separate solo da un paio di metri e da una rete di recinzione, su un parcheggio. Diciamo per assurdo un parcheggio aziendale. Un luogo in cui gente morta di sonno piazza l'auto e con voglia di lavorare pari a zero si avvia a occhi ancora semichiusi verso il posto di lavoro. La scoperta è stata casuale, ma ne ho fatto tesoro. Una mattina ho spalancato gli scuri con la solita violenza provocando il solito frastuono e mi sono trovato di fronte un tizio al telefono che ha fatto un salto di mezzo metro e mi ha guardato tra l'allibito, lo spaventato e l'inferocito prima di scusarsi con Chiara per l'interruzione della conversazione. Credo mi abbia anche lanciato improperi in cuor suo ma questo lo considero un valore aggiunto a tutta la faccenda, insieme al fatto che penso sia stato difficile per lui spiegare a Chiara "Sai, mi sono spaventato perché un cretino ha aperto la finestra". Non è esattamente una cosa da uomo che non deve chiedere mai, ecco. Comunque, data la mia diabolica natura giocherellona e malvagia, avrete già capito cosa è successo. Ci ho preso gusto. Punto dalla finestra del piano superiore una vittima adeguata, calcolo i tempi di percorrenza, mi apposto e quando è in prossimità della finestra procedo alla diabolica, fragorosa spalancata. Sono ancora indeciso, come ciliegina sulla torta, se cominciare ad augurare alla mia vittima un sorridente buongiorno. Ma penso che prima o poi lo farò. E detto tra noi, non trovo nemmeno un motivo valido per non fare tutto questo indossando la maschera di Freddie Krueger.

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