martedì 1 marzo 2016

Petaloso Vs. Putribondo

Va bene, al di là di avere un sacco di cose da fare ammetto che è un periodo di scarsa vena creativa.
Che è più figo e suona meglio di "non so che minchia scrivere", ma il concetto è quello. E anche le mie fonti di ispirazione più generose stavolta non mi sono d'aiuto. Nessuna stravagante dichiarazione da qualche ecclesiastico, nessuna cazzata del Giova, i tifosi turchi (mamma, li turchi) hanno messo a soqquadro mezza Roma ma niente di nuovo, del culo ho appena parlato e non voglio inflazionarlo, del rugby preferisco tacere chiuso in un triste riserbo. E allora, mi tuffo nella più banale attualità con la parola del momento. Saprete tutti la storia, il bimbetto delle elementari che in un compito a scuola usa la parola "petaloso", l'insegnante che scrive all'Accademia della Crusca per avere un parere sull'ammissibilità della parola e ne nasce il can can linguistico-mediatico che ci ammorba da qualche giorno. Ora, a mio avviso è una bella parola, mi piace. Non so bene come e quando avrei avuto occasione di usarla se non in un post pirla, ma mi piace. Tenera la storia del bimbo, tenera l'immagine del fiore, tenera la ricchezza di petali, coraggio, inteneriamoci a più non posso.
Visto che ognuno ha i bimbetti col grado di tenerezza che si merita, devo dare atto a mio figlio del presunto conio di una parola che però non è esattamente tenera. Non andava ancora alle elementari quando, parlando di qualcosa di disgustoso, se ne uscì con la parola "putribondo". Parola che è diventata un cult familiare, ad esempio i residui del mio frigorifero spesso godono di questo appellativo, ma questo non c'entra. Ho gugolato alla ricerca di questa parola e i primi usi che ne ho trovato risalgono al 2004. E sicuramente il mio rampollo non l'aveva letta da qualche parte, quindi onore al merito. Non voglio dire che sia stato lui il primo in assoluto ad usarla, può darsi che altri ci avessero già pensato. Ma sicuramente in quel momento l'ha creata lui. E anche questa a mio avviso è una bella parola. Io la vedo come una fusione tra putrido e nauseabondo, che mi permetterei di shakerare con una spruzzata di moribondo. Qualcosa di marcio che sta morendo e quindi emette un fetore disgustoso. Che belle immagini. A proposito, se volete farvi due risate provate a digitarla alla sezione immagini di Google e guardate chi salta fuori. E non lamentatevi del post di oggi, potevo anche parlare di Carlo Cracco e del suo piccione. Dando ragione al primo tutta la vita, perché se c'è un animale che mi sta sulle palle è il piccione.

2 commenti:

Calamì ha detto...

Contagiato dal "petaloso" anche sym?!

Niente ha più un senso. Guardate, accademici illustri, guardate il disagio che avete creato.. più che una parola, abbiamo inventato l'hashtag del mese!

SympathyForTheDevil ha detto...

Eh, anfamona bella de sym, la scarsa vena creativa è una brutta bestia. Però è una parola che ha anche alcuni anagrammi divertenti. Fossero solo questi i miei disagi ... :D