lunedì 9 novembre 2015

Non Un Ingorgo, Un Gorgo. Che Li Porti Via.

Come avete letto nel post precedente, nello scorso finesettimana sono successe diverse cose contemporaneamente. Alcune piacevoli, alcune indifferenti, altre meno piacevoli.
Beh, è successo un ingorgo anche ieri. E se mi si consente, devo dire che le cose non è che siano esattamente migliorate, anzi. Stavolta, volendo, c'è un punto comune. I fatti di ieri sono tutti accomunati da folle bercianti che acclamano i loro idoli. Non ho trovato la plastica immagine riassuntiva, a meno che non vogliamo pensare a gruppi di tifosi che si prendono a calci ad una gara di ruspe.
Partiamo da qualcosa su cui si va sul sicuro, il campionato di calcio. Derby di Roma, partita ad alto rischio. La città eterna, Roma caput mundi, paralizzata da una partita. Con spostamenti di orario, grande dispiego di forze dell'ordine, possibilità di arrivo di ultras stranieri gemellati con le due tifoserie. Come se non bastassero i mentecatti di casa nostra, abbiamo proprio bisogno di quelli stranieri. Su tifo calcistico e ultrà è inutile che mi ripeta, sapete già come la penso. Ha vinto la Roma, pare. E scatta il primo ecchissenefrega.
Altro entusiasmante momento di folle ululanti, l'allegra riunione del nuovo centrodestra a Bologna. Se devo essere sincero, l'idea che il nuovo che avanza e farà ripartire l'Italia sia proposto da questi tre soggetti mi lascia strane sensazioni. A parte che avevo giurato da tempo di smettere di parlare del cavaliere e non ho nessuna intenzione di ricominciare a farlo, ma mi ci tirano. Soprattutto, non perdonerò mai una cosa a sta gente. Ed è che in confronto a loro mi viene quasi da rivalutare il toscanello. E mi sento male, davvero. Comunque, se proprio devo scegliere un trio che rilanci l'Italia, sicuramente non sarà Berlusconi Salvini Meloni. Voglio Aldo Giovanni e Giacomo tutta la vita, sono forse meno spassosi ma molto molto più credibili.
Ultimo ma non meno importante, il tema che ha monopolizzato l'interesse nazionale nelle ultime due settimane. Dalle ruspe alle moto. Valentino Rossi e le sue doti calcistiche. Ma vogliamo dire che il RossiMarquez-gate è stata una gigantesca, infinita, devastante rottura di coglioni ? Abbiamo sublimato l'italianità ancora una volta. Il povero (si fa per dire) eroe che lotta solo contro il mondo intero che si accanisce contro di lui, innocente vittima incolpevole del complotto ispanico. E le masse si scatenano. #iostoconvale e amenità di questo genere. Non voglio entrare nel merito dei fatti, nella fondatezza delle accuse e delle scuse. Gente che scarica le telemetrie delle gare e passa giorni a riguardarsele, il video del calcione (o dell'impercettibile contatto, a seconda della parrocchia) analizzato fotogramma per fotogramma, messaggi in codice, accuse e controaccuse. Allora, mi prendo la responsabilità di dire una cosa. Che Valentino Rossi abbia perso il mondiale per colpa sua o glielo abbiano rubato, la mia opinione non muta. Rimane un convintissimo, deciso "non me ne frega un cazzo".  E chiudo con una battuta che ho letto e che mi ha strappato una solenne risata.

Figlio: "Papà, voglio dirti che io sto con Valentino"
Padre: "Anche io figliolo, Marquez deve schiattare"
Figlio: "Veramente sto facendo coming out, papà"
Padre: "Dopo, figliolo, adesso guardiamoci la gara"

2 commenti:

Mandorla Amara ha detto...

Ciao Diavoletto. A me invece di Valentino Rossi mi frega e come, di lui e di tutti quelli come lui che non pagano le tasse in Italia, tasse sui miliardi guadagnati anche grazie ad orde di beoti italiani che li idolatrano. E quando vengono beccati, questi cornuti, non solo non si scusano e non si vergognano, ma patteggiano, anche grazie ad un governo e ad un fisco che evidentemente si inginocchiano davanti a questa gentaglia, accontentandosi di una percentuale irrisoria del debito totale. Vedi se fanno altrettanto con il pensionato che non riesce più a pagare le bollette, con l'imprenditore che deve scegliere se pagare le tasse o i dipendenti, con la giovane coppia che si ritrova con uno stipendio in meno ed un mutuo in più da pagare.... Io prenderei tutti quelli che 'stanno con Valentino' e gli darei tanti di quei calci nel culo da costringerli a stare in piedi per una buona mesata. Poi magari visto che non possono sedersi, potrebbero dare una mano a riparare i tetti delle scuole che cadono in testa ai bimbi anche grazie al fatto che 'qualcuno' non paga le tasse. Ti abbraccio

SympathyForTheDevil ha detto...

Mandorla, questa è la parte paradossale di tutta la faccenda. Folle di gente che non arriva a fine mese che si schierano dalla parte di uno stramiliardario (come sono datato, parlo ancora di miliardi, lo so, ma io sono rimasto ai fantastiliardi di Zio Paperone). Sul tema "l'evasione fiscale in Italia" si potrebbe dibattere mesi, io volevo mettere l'accento sullo sfracellamento di palle mediatico degli ultimi tempi. Se è stata una strategia studiata a tavolino per accendere ulteriori riflettori sulla MotoGP bisogna ammettere che è riuscita alla perfezione, marketing di altissimo livello perché per un bel pezzo non si sentiva parlare d'altro.Ecco, la gente si sente italiana quando deve #stareconvalentinoconimaròconsalviniocomunquequalsiasicosachenoncomportimetteremanoalportafogli. Con l'agenzia delle entrate (che sia chiaro non sta simpatica nemmeno a me) l'italianità cala vertiginosamente.