giovedì 26 febbraio 2015

Jo-Na-Than !

Mi è stato chiesto cosa pensavo dei fatti di Roma e dei vandalismi da parte dei tifosi del Feyenoord. Lasciamo perdere le solite banalità sul fatto che i simpatici olandesoni hanno sbagliato bersaglio e se avessero attaccato il Parlamento probabilmente in tutta Italia ci sarebbe stata una standing ovation, troppo facile.
Allora, seguo ancora il calcio ma in modo molto saltuario e disinteressato. Ho frequentato gli stadi per un certo periodo ma non sono mai stato un ultrà e probabilmente nemmeno un tifoso vero. Sì, simpatizzavo per qualche squadra e ne sopportavo meno altre, ma vittoria o sconfitta non hanno mai inciso né sulla mia alimentazione né sui miei sonni.
Credo che lo spartiacque sia stato nel 1985. "Ragazzi, se la Juve va in finale di Coppa Campioni quest'anno ci andiamo a Bruxelles a vederla ? Sì, ma solo se non è contro il Liverpool" E' stata contro il Liverpool, e sapete tutti come è finita. Non ci siamo andati. Forse se ci fossi andato non sarei qui a scriverne. Da allora, mi sono sempre più allontanato dalla palla rotonda. Guardo ancora partite di calcio, sì, ma solo mondiali, europei e Champions League dai quarti in avanti. E del mio avvicinamento alla palla ovale non mi sono per niente pentito. Anche perché a vedere il rugby arrivano migliaia di tifosi dall'estero che si guardano la partita tracannando birra insieme ai nostri, e non succede nulla di nulla. A Roma, qualche anno fa, durante una partita del Sei Nazioni un tizio ha lanciato in campo una bottiglia di plastica e lo hanno cacciato dagli spalti. Ma non il servizio d'ordine. I tifosi vicini. Un pochino diverso dal motorino che ho visto scaraventare dagli spalti durante una partita di calcio a Milano tra gli applausi della curva, insomma.
Io sono del parere che a questo punto gli scontri tra ultrà calcistici andrebbero istituzionalizzati. Voglio dire, davvero non potete proprio fare a meno di menarvaccoltellarvammazzarvi per una stronzissima squadra di calcio ? Benissimo, the show must go on. Ogni società calcistica crea un suo vivaio di disadattati e prima delle partite, inclusa nel prezzo del biglietto, si svolge la sfida tra ultrà sul terreno di gioco. Armi bianche, armi da fuoco, arti marziali, basta mettersi d'accordo. Dentro il recinto, tutto lecito. Si stende un telone per non rovinare il prato, alla fine lo si raccoglie con dentro morti e feriti, si smaltisce nei rifiuti inutili e via con la partita. Non cambierebbe niente di niente per gli ultrà, no ?


I fatti di qualche giorno fa non sono niente di nuovo. Una masnada di idioti in libertà per il centro di una città ricca d'arte e di storia, e il gioco è fatto. La questura avrebbe dichiarato "Meglio qualche disordine che fare dei morti". Ma ne siamo sicuri ? Voglio dire, prendiamo Joop Janssen, detto "gezegende varken", 101 kg di trucida, bovina, muscolosa, tatuata obesità, bomber nero, capelli a zero, occhiali scuri, una raffica di precedenti, partito da Rotterdam sbronzo e arrivato a Roma sbronzo per vedere una fottutissima partita di calcio e a tempo perso prendere a bottigliate una fontana con secoli di storia prima di vomitarci dentro. Mettiamo che per puro caso all'inizio degli scontri, nella fase del riscaldamento diciamo, nel suo orrido pancione da birra e nella sua testaccia di cazzo fossero finite un paio di pallottole, qualcuno adesso ne sentirebbe la mancanza ? Dai, sarebbe una liberazione anche per la sua povera mamma. Eh, ma la polizia non può, le leggi, lo stato, la tutela. Va bene, giusto, siamo in un paese civile. Dalla prossima partita, servizio d'ordine affidato alla banda della Magliana. E il Bufalo medagliato.


E sia chiaro, strachiaro che direi la stessa cosa per qualunque tifoseria di dementi fanatici in qualunque luogo. Se per la partita di ritorno un club del Testaccio porta là un branco di idioti che sfregiano un Rembrandt, il sergente De Weer per conto mio può anche aprire il fuoco. Fatto secco il Beato Porco di turno, pareggio, vai coi supplementari.

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