sabato 1 novembre 2014

Non Aprite Quella Zucca

Una burlona lettrice, evidentemente reduce dalla lettura di arretrati di questo blog, qualche giorno fa mi ha inviato un buono che recita, parole testuali scritte sul buono stesso, "Ti aspettiamo venerdì 31 ottobre nel punto vendita per consegnarti in omaggio una confezione di caramelle a gusti assortiti che potrai regalare ad un bambino speciale, tuo figlio, tuo nipote o semplicemente ad un amico". 
Ora, a parte che se a un mio amico regalo caramelle invece di una bottiglia di vino mi sputa oppure mi insulta, più probabilmente entrambe le cose, lasciamo stare che il polemico in me è insorto al grido che se proprio voglio regalare delle caramelle, magari scelgo io a chi regalarle senza bisogno dei suggerimenti. Me le sono venute a prendere, non me le hai portate a casa, adesso vuoi seguirmi per vedere cosa ne faccio? Cosa è, se per caso non ti piace a chi le regalo le rivuoi indietro? Metti il broncio? E se volessi regalarle a un bambino qualunque? Devo per forza cercarne uno speciale? E se per una volta trascurassi i miei nipoti e le regalassi al nipote della signora Adelaide del secondo piano, che detto per inciso non saluto più dal giorno del Grande Incubo Della Tapparella Impazzita del 2004? E se volessi strafogarmi di caramelle in una solitaria orgia glicemica? Saranno o no cazzi miei quello che ci faccio col buono? 
Ma soprattutto, diamo alle cose la giusta prospettiva. La mia, ovviamente. Ho passato al lavoro ventotto ore delle ultime quarantotto. Delle restanti venti, dieci le ho dormite (male) e dieci le ho passate con un giocoso mal di testa che mi trapanava da tempia a tempia senza trascurare occhi e fronte. E in tutto questo, detto tra noi, mancava completamente ogni cognizione del fatto che è di nuovo Halloween. Almeno finché non ho letto quella mail. 
E allora, ha ripreso forza il mio proposito di fondare un movimento, ammesso che qualcuno non lo abbia già fatto. "Adotta una zucca, salvala dal suo destino". Pensateci un attimo. La zucca è onesta, terrena, mite. Se fosse un bove, probabilmente sarebbe anche pia. E un sentimento di vigore e di pace al cor ci infonderebbe. Va bene, se fosse possibile drogarsi con la zucca probabilmente sarei un tossico. Cresce nei nostri campi, ha un colore allegro, si accontenta di un pò d'acqua, non chiede di meglio né di più. Eppure, la gente se ne prende gioco. Ne parla male, come di un pessimo metro di paragone."Zuccone, testa di zucca, sei più ignorante di una zucca, zucca pelata". Va bene, nessuna zucca è mai stata candidata al Nobel, ma così mi pare troppo. 
E come se non bastasse, dopo una vita di beffe, il suo ultimo atto terreno deve essere farsi intagliare una faccia idiota, infilare una candela e andare in giro conciata così? No, io non ci sto! Fermiamo questo orrore. Adotta una zucca e salvala da questo scempio. Dalle una morte dignitosa dentro un tortello. Guardala trascendere arrostita. Ti ricompenserà, sappilo. Apparirà, enorme e demoniaca, nei sogni del professore di matematica che al liceo continuava a chiamarti zuccone. E quella satanica zucca avrà una candela in mano. E agitandola, chiederà perfida al professore "Zuccone a chi?".

2 commenti:

venus ha detto...

:P

SympathyForTheDevil ha detto...

Come dicevano i nostri padri latini, "Excusatio non petita accusatio manifesta" :p