sabato 15 novembre 2014

La Costruzione Di Un Amore

Vi avverto, questo che vi accingete a leggere è un post tenero, sentimentale, sdolcinato e romantico. Parla di una storia d'amore iniziata tanti, tanti anni fa, della sua nascita e del suo sviluppo negli anni. Se l'argomento vi imbarazza o se pensate che siano cose troppo intime, non proseguite, capisco il vostro imbarazzo.
Sì, lo so che la costruzione di un amore spezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore se te ne rimane, è un altare di sabbia in riva al mare, eccetera eccetera (scusa, Ivano, è solo per fare un esempio, tu sei un genio e la canzone è bellissima). Ma è giunto il momento di parlarvi della mia sfrenata passione, peraltro mai nascosta. Se sei al primo posto nella colonna dei miei miti di questo blog, un motivo ci sarà. Va bene, confesso. Amo alla follia quest'uomo.


Flashback. Sono appena finiti gli anni '70 e sono un pischello liceale diciassettenne. Curioso e rompiscatole, di fondo. Divoratore di libri e musica. Naturalmente, anche di giornali che parlano di musica. E' un giorno lontano di un anno lontano, e compro Rolling Stone. Leggo, con l'interesse di sempre. E mi imbatto in una pagina particolare. Parla di questo strano tizio, di questo musicista che non ho mai sentito nominare. Leggo quella descrizione di quello strano mondo, e degli album di cui parla.  "Wow, figo sto tipo però" penso. Sì, mi esprimevo come un diciassettenne dei primissimi anni '80, e allora ? Ce l'ho ancora, quel pezzo di giornale, con le sue pagine ingiallite. E di sicuro non sapevo che ci avrei scritto sopra un post in un blog. Non so perché, ma l'ho tenuto. Come una lettera d'amore.



E appena ho i soldi in tasca, compro qualcosa. Sì, eventuale giovane lettore/lettrice nativo digitale che stai facendo la faccia attonita. Non avevo Youtube per sentire in anteprima, non era roba che passasse in classifica alla radio, non era agli show alla tele. Per sapere cosa era, dovevi comprarlo. E lo compro. Quello dal vivo, sentiamo che roba è. Nighthawks at the diner. Doppio, in vinile. Quella strana copertina con lui che guarda sornione. Lo metto sul piatto del vecchio, fedele Pioneer. Ed è una folgorazione. Una scossa che mi fulmina. Musica, voce, sonorità. "An inebriated good evening to you all ..." Lo ascolto tutto, in silenzio religioso, fino alla fine. Le pause per girare il disco e cambiarlo fanno parte del rito. Quasi incredulo, mai sentito niente di simile. Una sbronza musicale. E la sbornia non è mai passata. Ho continuato ad aggiungere pezzi (va bene, mi sono fatto una intera vacanza in Francia con Foreign Affairs nello zaino. Sì, potevo aspettare a tornare in Italia a comprarlo, lo so, non c'è bisogno che me lo diciate voi. Cos'è, non vi siete mai innamorati ?), ad ascoltare (notti di musica e birra), a guardare film (ah, quelle due puntate di cineforum musicali a lui dedicate, che meraviglia), e adesso a distrarmi su Youtube (la puntata del Letterman Show dove si presenta con la trappola per topi mi ha fatto urlare, ebbene sì). Sono stato un amante appassionato, anche se con le mie colpe. Mi sono perso tutti i concerti italiani, ad esempio. Ed è un rammarico grande, grandissimo. Ma ormai non so se tornerà ancora. Perdonami, Tom, amore mio. E non chiedetemi quale è la mia canzone preferita, o l'album migliore, o cose di questo genere. Perché tanto non ve lo dico. E' come chiedermi quale è stato il mio tramonto preferito. E' un fenomeno astronomico quotidiano, se l'ho scelto come preferito è un fatto solo mio. Sono cose troppo personali, riservate. Incuriositevi, e ascoltate.




7 commenti:

Venus ha detto...

Fino alla necessità di comprare il disco per ascoltare un brano non ero poi così turbata...è stato davanti al "doppio in vinile" che la mia mente ha evocato l'immagine di un grammofono e una serie di atmosfere anni trenta di signore eleganti, di caschetti ondulati e di feste in bianco e nero in stile Grande Gatsby... Era quello nel mio immaginario lo sfondo storico predominante del termine "disco in vinile"... Certo, un tantino poco realistico visto che allora mia nonna era solo una bambina! :D gli anni 80 li immaginavo lontani dal vinile e, incredula, sono corsa da mia madre chiedendole con un mezzo ghigno "ma tu da giovan...ehm...volevo dire da piccola...ascoltavi la musica col giradischi???" "Sì, e nella custodia ci nascondevo pure la pillola!" Alla sua risposta affermativa ho visto il tempo ergersi imponente davanti a me in tutta la densità dei suoi anni...e dopo quell'attimo di riflessione, con lo sguardo fisso nel vuoto, l'ho guardata e le ho detto..."Minchia, sei vecchia allora!"... Poi - non l'avessi mai fatto! - le torna in mente una canzone, e comincia a canticchiare "tuu cosa fai staseera io non ti lascio più gabbiano di scoglieera..."ma non è bastato...ha anche interrotto la ripriduzione di una playlist di notturni di Chopin che avevo messo sul mio IUTIUB per mettere quel da-rio-bal-dan-bem-bo... me lo sono sorbito, che potevo fare? Ma, credimi, è stato uno dei purtroppo rari momenti in cui ho ringraziato di non essere nata negli anni sessanta... :P

SympathyForTheDevil ha detto...

Venus, i dischi in vinile erano bellissimi. Ingombranti. Con i testi scritti sulla busta che li conteneva. Dovevi sfilarli con la loro busta, e poi dalla busta. Pulire la puntina del giradischi. E poi pulire il disco con un panno per togliere la polvere. E non c'è niente da fare, dopo un pò frusciavano. Spesso, cominciavano anche a saltare. E li imparavi a memoria, i punti dove saltavano. Ancora adesso, che diversi li ho ricomprati in CD, quando li ascolto resto stranito. "Come, ma qui non saltava ?!" Oppure, l'insulto terribile. La riga. "Nooo, si è rigato !" E la puntina scivolava giù seguendo la riga. Un disastro. Ah, ma che bei tempi quelli delle feste con le signore col caschetto, quando ci abbandonavamo al charleston :-D
P.S. io non ho mai nascosto preservativi nelle buste dei dischi, ma ripensandoci non sarebbe stata una brutta idea
E adesso scusa, devo andare ad ascoltare Il Guardiano Del Faro.

Audy ha detto...

Il gusto di ascoltare musica per il desiderio di dedicarsi ad essa. Questo è il vinile. Coccolare il disco, impostare i giri e posizionare con delicatezza la puntina... ascoltare....e andare a girare il disco senza pretendere di avere 50 tracce su un vinile! ;)
Da piccola ricordo che a casa di uno zio avevo anche licenza di usare il lettore portatile per i 45giri, e li si parla di due canzoni per disco, ma che gioia poter giocare all'aperto portandomi appresso quella musica.
Ancora oggi, quando ho le nipotine in vacanza da me, la tv resta spenta e si scelgono le musiche dei vecchi dischi dove c'è una sezione dedicata ovviamente all'infanzia! Al momento non mi danno della pazza e se non sono io ad accendere il giradischi, sono loro a chiedermi "i cd grossi"
Anche chi nasce negli anni 80 a volte apprezza alcune conquiste del passato e perché no che male c'è trasmetterle a chi è nato 30 anni dopo?!

SympathyForTheDevil ha detto...

Audy, benvenuta alla pagina dei nostalgici del vinile :-D Leggendo "i dischi grossi" mi è venuta in mente una vignetta in cui un ragazzino di adesso vede un vecchio floppy disc e commenta " Wow, figo, un riproduzione in 3D dell'icona 'SALVA'"

Anonimo ha detto...

Sono strabiliata per questa pagina..Di come hai descritto il tuo amore per 'lui'.. Ma specialmente per questo meraviglioso paragone: 'E non chiedetemi quale è la mia canzone preferita, o l'album migliore, o cose di questo genere. Perché tanto non ve lo dico. E' come chiedermi quale è stato il mio tramonto preferito'. Complimenti,saluti!

SympathyForTheDevil ha detto...

Lieto di averti strabiliata, anonima lettrice. Nella descrizione del mio amore per "lui" sono anche stato pacato e sobrio, credimi. Al prossimo tramonto, allora.

Anonimo ha detto...

Ti credo perchè hai dimostrato anche ciò.. Ai prossimI tramontI:)!