sabato 22 luglio 2017

Fuga Di Cervelli

Allora, esco da un periodo di relativo silenzio, e questo lo avete visto, e sto per scrivere un post di argomento religioso, e questo state per vederlo. Ritengo doveroso tranquillizzarvi, nel senso che non sto attraversando un periodo mistico e non è alle porte la mia conversione. Semplicemente, l'ennesima conferma che per una sorta di miracolo laico quando non ho granché di cui scrivere spunta qualche fatto religioso che mi offre l'occasione di scrivere qualche minchiata. Qualche tempo, avevo letto una notizia che mi aveva colpito. Era stata rubata l'urna contenente il cervello di Don Bosco. Ora, ci sono tante cose da dire. Che io non sia granché religioso è fatto assodato e dovete riconoscermi che non l'ho mai nascosto, quindi faccio considerazioni. 
La prima è, ma perché mai una cazzo di religione deve conservare il cervello di qualcuno? Don Bosco è morto nel 1888. Ragionevolmente, al momento l'attività del suo cervello deve essere paragonabile a quella del mio, cioè zero. E allora, perché cazzo devi tenertelo da qualche parte sto cervello? Dopo quel che state per leggere penserete che sono un orrendo animale, e forse non avete torto, ma ad esempio io non ho più la minima idea di dove siano sepolti i miei nonni. So che sono nei cimiteri cittadini, certo, ma non ho davvero la più pallida idea di dove siano le loro tombe. E vi dirò che non mi sento nemmeno particolarmente in colpa. Perché ho ricordi, pensieri, aneddoti che ma li fanno sentire più vivi di una qualsiasi lapide con la loro foto e il loro nome su.
La seconda è a favore del poveretto che ha rubato la teca. Pare che non gli fregasse assolutamente nulla del contenuto e che lui avesse adocchiato il contenitore sperando di guadagnarci qualcosa. Chissà quando ha scoperto che dentro c'era un cervello risalente a più di un secolo prima, che detto tra noi deve anche essere una cosa che fa un tantino schifo. Fossi stato io, temo che il povero cervello di Don Bosco avrebbe sentito smadonnare come mai aveva sentito in vita sua.
Ma la domanda finale è quella che più mi tocca. Ho cercato di capire in che modo viene scelto cosa conservare come reliquia. Da uomo semplice quale sono, mi sono detto che sarà stato un intellettuale, un pensatore, e quindi hanno scelto il cervello. Di un altro santo di infinità bontà, pieno d'amore, con la stessa logica avranno scelto il cuore, si dice "era un uomo di cuore", no? Di un terzo santo che ha sfidato martirio e persecuzioni con impavido coraggio, si dirà che ha avuto fegato e avranno salvato il fegato. E mentre ero perso in queste riflessioni anatomico-filosofiche, mi è giunta come una giocosa illuminazione la meravigliosa consapevolezza che, a meno che nelle strategie della chiesa cattolica non cambi qualcosa, se non altro possiamo stare tranquilli. Dubito che vedremo mai santo Rocco Siffredi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ahahah la conclusione spassosissima. Mi hai ricordato quando mi sono imbarcata in una gira per San Giovanni Rotondo e a stento riuscivo a trattenere sbuffi e risate (in rispetto dei fedeli u.u ) alla vista di tutto quel circo di reliquie di Padre Pio ( la sedia di padre pio, la scrivania di padre pio, le bende di padre pio, i calzini di padre pio) Onestamente mi sono vergognata per la memoria di quel pover uomo la cui vita, sin nelle inezie più intime, viene messa in esposizione nemmeno fossimo ad un salone del mobile.. con una sfacciataggine inetica. Padre pio lo ha fatto davvero il Miracolo: Economico. (Sono Judith non mi fa cosare il coso che ti fa cosare da qua a là.. )

SympathyForTheDevil ha detto...

Benvenuta da queste parti, Judith che ride forte, più forte di tutti. So di muovermi spesso sul delicato confine con la blasfemia, ma proprio non ce la faccio a resistere. Penso ci siano certi santi di cui ci sono così tante reliquie in giro che potrebbero rimetterne insieme almeno quattro copie complete e magari gli avanza anche qualche ossicino. Non dannarti e non cosarlo, il coso.