domenica 18 settembre 2016

Uzi E Costumi

Gli ultimi giorni di accadimenti italici nel nostro beneamato paese a forma di stivale. E non parlo dell'inizio del campionato di calcio e di X-Factor. 
Il suicidio di una bella ragazza che aveva mandato suoi video hard ad alcuni conoscenti uno dei quali ha pensato bene di metterli in rete. A seguire, linciaggio virtuale della poveretta finché non riesce più a reggere insulti, sbeffeggiamenti, derisioni varie. Per lo più, immagino, provenienti al 50% da finti moralisti e per il restante 50% da gente che rosicava, ma questa è una mia malignità. Offese e tutto il resto continuano anche dopo la morte.
Una ragazzina sbronza semincosciente portata nel bagno di una discoteca da un tizio semisconosciuto con il quale ha un rapporto sessuale di cui il giorno dopo non ricorda nulla. Viene successivamente a sapere dell'accaduto da un video che alcune sue simpatiche amiche ridacchianti hanno girato quella sera e messo in rete. Di intervenire non se ne parla, era così divertente la scena. Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io, dice la saggezza popolare.
Una bambina violentata ripetutamente da un gruppo di uomini del paese in cui vive. Uno, pare, intercettato al telefono con fratello tutore dell'ordine poliziotto mentre gli chiede dritte su come comportarsi. Riceve, pare, la risposta di negare tutto e dire che non ricorda. Famiglia della bambina, pare, al corrente di tutto ma con la testa girata dall'altra parte fingendo di non vedere perché la cosa avrebbe "gettato discredito". Alla successiva manifestazione organizzata nel paese, misera partecipazione di quattro gatti.
Su tutti quanti questi avvenimenti come su decine, centinaia, migliaia di altri, il nauseante rumore di fondo del becero "se l'è cercata, è colpa sua".
Dicevamo, accadimenti d'Italia. Sì, Italia. Temo che stiamo parlando proprio dello stesso paese dove sulla scia di quanto accaduto in Francia qualche settimana fa c'è stato un appassionato dibattito sulla assoluta necessità di proibire l'uso del burkini perché emblema di una cultura che sminuisce e offende la dignità delle donne e ne limita la libertà. E io, sconsolato, continuo a chiedermi se è davvero dell'Isis che devo avere paura.

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