lunedì 18 luglio 2016

Confuso E Infelice

Doverosa premessa. Il seguente post contiene solenni minchiate, in particolare sui vegani e tutto il relativo universo. Se fate parte di quell'universo, fate un piacere a me e a voi stessi. Non proseguite nella lettura.
Siete arrivati fin qui e intendete proseguire ? O non siete vegani, o siete vegani curiosi. Alla fine, vedremo se siete anche spiritosi. Allora, che mi piaccia il vino credo non sia una novità per nessuno. "Visto quello che scrivi, sai che ne avevamo un vago sospetto?" Molto, molto divertente. Che simpatici umoristi tra i miei lettori. Fatto sta che non sopporto di mangiare senza vino, va bene? So che delle mie abitudini alimentari non può fregarvi di meno (tu, continua a stare zitta) ma è necessario partire da qui per il post, quindi abbiate pazienza. Mi trovo, per motivi che non sto a spiegarvi, in un negozio biologico, quando realizzo di essere rimasto senza vino a casa. E per un giocoso scherzo della sorte mi trovo a passare giusto davanti allo scaffale dei vini. Ehi, mi sono reso conto ora che questa scena è un deja vu. Partendo dalla premessa di cui sopra (visto che era necessaria ? e fidatevi per una volta), arrivo alla cassa con una bottiglia. Di vino vegano, che non sapevo nemmeno esistesse. La stessa bottiglia finisce stappata sulla mia tavola il giorno stesso. Ora, non starò qui a fare una menata da sommelier, anche perché non lo sono, meno ancora una analisi delle proprietà organolettiche del suddetto vino. La mia competenza è più o meno di questo genere. Era rosso, comunque.
Finita la bottiglia, che non faceva cagare ma era più che dignitosa, siccome sono di natura curiosa mi metto ad esaminare con attenzione l'etichetta. E vedo qualcosa che mi lascia perplesso. Ve lo riporto pari pari, mi sono preso la briga di copiarmelo. Un inquietante passo che dice che i vigneti sono "... gestiti con tecniche innovative di lotta antiparassitaria per confusione sessuale con l'utilizzo di feromoni ...". No, un momento. Un momento. Ho bisogno di capire bene. Dunque, nella mia semplice mente il vegano è quello che non mangia niente che abbia a che fare con animali e non vuole fare male a nessuna creatura vivente. Cito da Wiki, "... scopo del veganismo è invece quello di non partecipare allo sfruttamento e all'uccisione sistematica, intenzionale e non necessaria degli animali ...". E va bene. Scelta rispettabile, purché non mi si vengano a rompere i coglioni perché sto mangiando una bistecca o ho il cinturino dell'orologio in pelle. Però, non so se ho capito bene l'etichetta del vino. Ma più o meno, mi pare di capire che il succo della faccenda potrebbe essere "non ammazziamo i parassiti, poveri adorabili piccoli animaletti, ma con i feromoni gli mandiamo in tilt l'identità sessuale facendoli accoppiare inutilmente con partner sbagliati". Per la miseria. E' un po' come se, la volta che finalmente la signora Thurman sta per cedere al mio corteggiamento, io irrorato di feromoni la guardassi mentre mi ammicca nel suo negligè trasparente e dicessi "No grazie Uma, mi sento così confuso" e le chiedessi il telefono di Lapo. Ecco, se succede ammazzatemi pure, vi prego. Anche con mezzi crudeli, ma promettetemi che mi ammazzate. Senza nessuna pietà.
 

Nessun commento: