giovedì 31 dicembre 2015

Eppi Niù Iar

Che cazzo ci sarà poi da festeggiare. Vabbè, essere sopravvissuti alla tre giorni natalizia.
Che, converrete tutti, si dice in un fiato solo, no ? BuonNataleFeliceAnnoNuovo. E la e finale di Natal-e non sai mai bene se è proprio la fine della parola o una congiunzione che unisce le due frasi. Dio, quanto mi piace pormi domande oziose. Ogni anno, dicevo, lo stramaledetto giorno trentuno del mese di Dicembre è sempre la stessa solfa. Cosa fai dove andrai con chi stai quando vai perché mai cazzo vuoi fatti miei. Felice anno, dice. Felice anno anche un par di palle, dico io. Provate ad anagrammarvelo, sto benedetto "felice anno". Celano fine, filano cene, lei fa cenno, non e facile, fece il nano. Praticamente, una tragedia alfieriana in cinque battute dedicata ad un ex-premier.
E non ho nemmeno i buoni propositi da fare. Non li ho nemmeno cattivi. Non ho alcun proposito, se non quello di continuare a parlare a sproposito. Oddio, non sono messo particolarmente bene, lo ammetto. Ma vogliamo pensare un attimo con doverosa espressione compunta a quelli che stasera guardano prima il discorso del presidente della repubblica e poi lo show alla tele col concerto di Gigi D'Alessio ? Anzi, facciamo così. Se a una cert'ora sono già abbastanza sbronzo, lo guardo anche io e poi magari vi faccio sapere come è andata. No, da sobrio non ce la faccio.