mercoledì 16 dicembre 2015

Twist And Shout

Non è esattamente che Libero sia una delle mie letture preferite, eh. Già leggo pochi quotidiani ormai e tra questi sicuramente non c'è la testata sottostante, ci sono capitato per caso saltellando di link in link.
Però l'argomento in esame mi pareva estremamente affascinante, e l'articolo non poteva passare inosservato. E poi trattando comunque di palle mi consente di affrontare seppur di striscio il tema natalizio, che come ben sapete in questo periodo è mia croce e delizia. 


I motivi di interesse e stimolo al commento sono stati fondamentalmente tre. Il primo è direttamente legato al contenuto dell'articolo, il secondo alle modalità dello studio effettuato, il terzo squisitamente ortografico, e i tre temi si compendiano mirabilmente in una riflessione che potrei riassumere in un sobrio "Ma che cazzo stai dicendo". Ma andiamo per ordine. Che cazzo sto dicendo ?
Punto primo. Se anche negli esseri umani esiste una correlazione direttamente proporzionale tra quantità dell'urlare e dimensioni dei testicoli, devo annunciarvi che evidentemente abito in un condominio in cui si è diffusa una epidemia di ipotrofia testicolare. Tre piani, sei appartamenti, e tutti urlano. Con modalità, stili e motivazioni diverse, ma tutti urlano. Non mi chiamo fuori, sia chiaro. Ma se non altro in casa mia si urla per motivi validi o almeno che io reputo tali, tipo vedere Salvini alla tele o sentire una professione di ottimismo di Renzi. Oppure, che so, si urla se la cena è quasi pronta, ho tre cose sul fuoco, non ho il tempo di uscire dalla cucina e cerco di superare il muro sonoro della musica a paletta dei miei figli rinchiusi nelle loro tane con un "E' prontaaaaaaaa" che mette a tavola tutto il quartiere e in particolari condizioni climatiche anche le frazioni vicine. Ma agli altri piani del palazzo le urla sono più bellicose, liti furibonde adulti/ragazzi, adulti/adulti, ragazzi/ragazzi. Per tacere del mio mito, l'ululato incomprensibile e solitario che ogni tanto si leva senza motivo apparente e senza risposta. Insomma, un paradiso di microrchidismo stando allo studio citato, con lontani echi di Pennac. Va bene, quando finisco di scrivere vado a misurarmi le palle e vi faccio sapere. 
Punto secondo, la scienza e i suoi perché. Uno pensa agli scienziati, agli studiosi, e li immagina in laboratorio coi camici immacolati, o chini su risme di fogli di formule e testi arcani. Beh, non questa volta. Qui stiamo parlando di gente che ha passato una notevole quantità di tempo ad ascoltare scimmie che urlavano, ore e ore a misurare e registrare intensità sonora, volume, durata degli urli. Intanto mi sto chiedendo se gli studiosi aspettavano che le scimmie urlassero per conto loro o se facevano qualcosa di provocatorio per farle incazzare, tipo mettere in dubbio la moralità delle loro femmine o dire che in King Kong facevano il tifo per gli aerei da combattimento. E non venite a dirmi che gli davano delle strizzate di palle, mi cade tutta la credibilità, credo che chiunque sia vittima della suddetta strizzata si ritrovi con le palle rimpicciolite e si metta ad urlare forte e a lungo. Non è il metodo, ecco. Ma torniamo agli studiosi. Come se non bastasse, al divertimento precedente dell'ascoltarle urlare hanno unito anche l'infinito spasso di passare diverse ore a confrontare tra loro numerose palle di scimmia alla ricerca di una correlazione. Sarà un dubbio poco scientifico, non discuto, ma mi sto chiedendo alla fine della ricerca come erano messe le palle degli autori dello studio, perché sarà anche una ricerca interessantissima, non discuto nemmeno questo, ma converrete con me che debba essere stata una gran rottura di coglioni.  
Punto terzo, credibilità scientifica e ortografia. Ora, lo studio è come abbiamo detto entusiasmante. Non vedo come sia possibile non assegnare il Nobel a questi martiri del sapere. Del resto, questo articolo aveva un taglio di netta serietà. Lo dice anche appena sopra il titolo, qua siamo nel campo delle cose serie, non siamo mica qua a smacchiare giaguari o a misurare le palle alle scimmie. Ma era una persona seria anche il mio maestro delle elementari, che Dio lo abbia in gloria. E anche io facevo ricerche. C'è solo un ma. Evidentemente tu, titolista, non eri in classe con me alle elementari. E diciamo che è più probabile che gli scrutatori di testicoli scimmieschi vincano una borsa di studio che tu vinca il Nobel per la letteratura. Perché se io nella mia ricerca di geografia per l'esame di quinta elementare avessi scritto "scentifiche" senza la i, il mio maestro mi avrebbe messo dietro la lavagna. Il punto è che la lavagna era inchiodata al muro, ma mi ci avrebbe fatto passare lo stesso.

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