martedì 6 gennaio 2015

Doccia Fredda

Devo dirti una cosa, muratore ignoto che anni fa hai lavorato nella mia doccia. Natale è passato da poco, ma voglio ugualmente augurarti una cosa. Ho appena scoperto che quando hai montato la placca del rubinetto, muratore pigro, forse avevi fretta.
O eri distratto. O la tua squadra del cuore aveva appena perso. O la pasta era scotta. Avrai avuto i tuoi motivi per farlo. O forse, sei semplicemente un fottuto bastardo cattivo e carogna, chi lo sa. Fatto sta che ti sei guardato bene dal chiudere il buco. Ti sei limitato ad applicare la placca di metallo sopra. E il tempo, si sa, è galantuomo ma anche stronzo a volte. Col tempo il silicone si è corroso, e doccia dopo doccia sempre più acqua si è infilata nel buco da te lasciato. Solo che dall'altra parte della parete c'è il fondo del mio corridoio. E davanti c'è un mobile, caro regalo fatto a mano da una persona ancora più cara. E non è che lo sposto tutti i momenti. Nemmeno tutti i giorni. Nemmeno tutti i mesi, forse nemmeno tutti gli anni. Ma quando l'ho spostato, ho scoperto che la forza di gravità ha fatto il suo sporco lavoro e l'acqua che hai lasciato infiltrare ha continuato a scendere. Scendeva tranquilla e placida, riparata da sguardi indiscreti dal mobile, dentro il mio muro. E i muri, sia per cattivo carattere o sia per una strana legge fisica, reagiscono molto male quando acqua gli scorre dentro. Il mio ha reagito malissimo, sai ? Si è riempito di bolle, e screpolato, e corroso. Il mio cuore con lui, sì. Sono sensibile come l'intonaco di casa mia, lo ammetto.
Allora, ecco il mio augurio, muratore maledetto. Potrei augurarti cose crudeli, sai. Tipo che l'operaio che ha sistemato l'impianto frenante della tua auto abbia lavorato con la stessa coscienza e perizia che hai messo tu nella mia doccia. E che a un incrocio in cui dovevi dare la precedenza a un TIR di letame, e andavi molto forte, la tua pressione sul freno sia stata vana. Ma io non sono cattivo, muratore incosciente. Spero che tu sia vivo, e brindo con te. Allora, ti auguro che l'addetto alla linea di preservativi che doveva controllare la scatola che tu comprasti quella sera, anche lui, abbia lavorato con la tua stessa solerte sollecitudine. Cioè zero. E che nel momento dell'estasi suprema che è proprio dell'idillio d'amore (cit.), per crudele nemesi idraulica, il serbatoio abbia ceduto. E fiumi di liquido siano finiti dove non dovevano finire. Che è quella faccia, scusa ? E' la stessa cosa che è successa al mio muro, o no ? Liquidi nel posto sbagliato, niente di più e niente di meno. 
E guarda come sono buono, mi spingo ad un inno alla vita, pensa un pò. Spero che nove mesi dopo la tua vita, muratore cretino, sia stata allietata da un parto eptagemellare che non si vedeva da secoli. E che i tuoi adorabili sette bimbetti siano cresciuti sani e forti, ci mancherebbe. Solo, per i primi sette anni di vita, spero che siano stati colti da devastanti virus intestinali della durata di sette settimane. Ma non tutti insieme, chiaro. A turno. E se la matematica non è una opinione, come sette spose erano per sette fratelli così sette gemellini per sette settimane fanno quarantanove settimane. Quarantanove settimane in cui tutto il tuo tempo domestico sia stato un continuo cambio di pannolini maleodoranti. Tante, vero ? Ma pensa, non sono così cattivo in fondo. Un anno è composto di cinquantadue settimane. Ne restano tre, in cui i pargoli stavano benissimo. 
E proprio in queste tre, io spero che lo stesso virus, ormai affezionato alla vostra famiglia, si sia annidato dentro di te, muratore vigliacco. Possibilmente nelle tue tre settimane di ferie. E che tu sia stato costretto ad andare in spiaggia a giocare coi bimbi, e il bagno fosse perennemente occupato. E tutta la spiaggia abbia riso di te e del tuo pannolone sotto il costume. E che la sera tu non vedessi l'ora di farti una doccia, come è giusto. Ma anche nel tuo appartamentino in affitto al mare, avrà pur lavorato qualcuno. Diciamo un idraulico. E vorrei tanto che fosse stato più scrupoloso di te. Così scrupoloso, da collegare tra loro due tubi che probabilmente non c'entravano tra loro. E che per una stramaledetta coincidenza, i tubi in questione fossero quelli della tua doccia e quelli dello scarico del WC del piano di sopra. Il tempo è galantuomo, dicevamo poc'anzi. E le coincidenze sanno essere crudeli, così crudeli. Il momento della tua doccia non doveva coincidere con lo scarico dello sciacquone del piano di sopra, probabilmente. Ma è successo. E quando hai aperto il rubinetto per rinfrescarti, non erano esattamente le chiare, fresche dolci acque di Petrarca quelle che sono scese su di te. E nemmeno l'acqua azzurra acqua chiara di Battisti, no.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Rido a Bocca Larga. ..• ❤️

SympathyForTheDevil ha detto...

E' Bello Sentirti.

Anonimo ha detto...

Fla sei troppo buono!!!Pensa che io al posto tuo prenderei un tubo e gliene darei tante finchè nemmeno con il cric idraulico riuscirebbe più a riportare ai vertici i paesi bassi :D..
Ifi

SympathyForTheDevil ha detto...

Ifì, sono davvero felice di rileggerti da queste parti, anche se non ti ricordavo così bellicosa ...