giovedì 25 settembre 2014

Curve

Curve, curve, curve. Il mondo è pieno di curve. Curve strette, larghe, secche, dolci, a gomito. Curve che fanno sbandare. Curve che portano fuori strada. Curve da affrontare con cautela. Curve pericolose. Curve e controcurve.



E allora parliamone, di queste benedette curve. Tu, anonimo viaggiatore, hai ritenuto opportuno scrivere al giornale locale lamentando la pericolosità della curva e invocando l'intervento dell'ente locale che deve metterla in sicurezza. Ora, tu non ci crederai, ma uno dei dati più caratteristici di una curva è di non essere rettilinea. Appurato questo non trascurabile dato di partenza, giunge il momento di realizzare che la velocità con cui affronti la curva, incredibile ma vero, spessissimo non può essere la stessa che tenevi sul tratto rettilineo precedente. Sorprendente, vero ? Non solo, c'è di più. Trattasi di strada su cui è previsto un  limite massimo di velocità che, incredibile a dirsi, è di novanta chilometri orari. Ma non finisce qui. Non per essere provocatoriamente antikeynesiano, ma il segnale tondo con un numero, che non ti sarà sfuggito essere inferiore a novanta, e il segnale triangolare con un segno curvo non sono stati messi poco prima della curva per rilanciare l'economia tramite la spesa pubblica. So che sembra pazzesco, ma hanno la precisa funzione di indicare la presenza della curva e, incredibile, la velocità che sarebbe opportuno non superare affrontandola. 
Giusto oggi, per conferma empirica della mia tesi, sono consapevolmente arrivato sulla curva alla velocità massima di novanta chilometri orari consentita dalla legge su quel tipo di strada, l'ho affrontata ignorando il consiglio sulla velocità da tenere e ciononostante sono qui a scriverne. A dire il vero, percorro da circa vent'anni quella curva almeno quattro volte al giorno con sole, nebbia, pioggia, ghiaccio, neve e non ho mai avuto problemi, grazie anche ad un astuto stratagemma che, autista senza nome, vado a spiegarti. Il geniale trucco per uscire indenne dalla terribile curva ha lo stravagante nome "rallentare" e si attua con il semplice rilascio del pedale dell'acceleratore e una successiva pressione su quello del freno. 
Ora, ignoto guidatore, se tu sei uscito di strada in quella curva io posso anche rammaricarmene. Soprattutto per l'abbattimento del guard-rail che se ne stava lì tranquillo per fatti suoi. Ma il mio solidale dispiacere viene complicato dal serio dubbio che tutto sia accaduto perché tu andavi troppo forte. Ora, non per lamentare lo stato delle mie finanze, ma sinceramente un aumento di tasse per raddrizzare la curva e consentire a te di affrontarla a centoventi è una cosa di cui ho voglia e bisogno come di un aerosol di virus Ebola. Quindi, sconosciuto conducente, proporrei di affrontare il problema alla radice partendo dalla messa in sicurezza del tuo cervello. E anche di ribattezzare la località della curva "La buca del coglione che vola". 

Post Scriptum, ovvero in cauda venenum.

Mi scusino i gentili lettori se non mi rivolgo a loro, anche perché mi pare di intravedere una certa approvazione dato che i sismografi del blog hanno registrato diverse fragorose standing ovations. Vorrei invece rivolgere un sorridente sberleffo a tutte le gentili lettrici che dopo il titolo, le prime tre righe e l'immagine di commento hanno pensato "Ecco, ci risiamo di nuovo, l'ennesimo post dedicato al culo da parte di quel maniaco depravato di Sym". Beh, vi siete sbagliate. Non è tutto oro quel che luccica e non è tutto culo quel che curva.


2 commenti:

Calamì ha detto...

Ma tu lo sai che i pullman hanno le ruote che sterzano in controfase per ridurre il raggio di curvatura?!

Ecco chi sono i veri responsabili dell'abbassamento dell'indice di curve presenti nel nostro mondo!

SympathyForTheDevil ha detto...

Calamì, ma tu lo sai che nonostante abbia letto il tuo commento ieri sera ho dovuto attendere oggi per rispondere ? L'entusiasmo suscitato dalla riduzione del raggio di curvatura dovuto alla controfasica modalità sterzante delle ruote dei pullman ha finito per travolgermi togliendomi il sonno.
In ogni caso, l'indice di curve è salvo finché il mio carrozziere continua a esporre certi calendari con certe carrozzerie, se mi perdoni la bassezza di questo giuoco di parole.