mercoledì 9 luglio 2014

Fede Calcistica

Ho rincorso palloni per anni e anni, da tempo immemorabile. In questi giorni, non so se ci avete fatto caso, è in corso l'apoteosi dei rincorritori di palloni. Quindi, nonostante il mio progressivo disimpegno dal mondo del pallone rotondo a favore di quello ovale, non posso negare che qualcuna di queste partite del mondiale me la sono guardata.
Certo, non è che stavolta ho disdetto impegni perché c'era Italia-Lussemburgo in amichevole (in passato è accaduto anche questo, NdA), ma la partita di ieri sera era una di quelle che meritavano, gente, parliamo pur sempre di una semifinale mondiale. Lasciamo stare il mostruoso massacro calcistico che si è svolto sotto i miei occhi attoniti, non voglio entrare in disquisizioni tecniche. Ma mi ha colpito questo continuo inginocchiarsi a pregare di parecchi giocatori brasiliani. In particolare quel tal David Ruiz con quel testone di riccioli, che se non ho capito male è il capitano.
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Ora, la mia domanda è molto semplice. Stai giocando una stramaledetta partita di calcio, ma che cazzo hai da pregare? Credi che dio o chi per lui ti abbia fatto vincere la partita? Ti abbia protetto da infortuni? Ti abbia premiato col dono dell'abilità pedatoria? Abbia deviato quel pallone sul palo? E se negli undici avversari ci fosse stato uno religioso tanto quanto te, non credi che quel pallone sul palo che tu hai visto come un miracolo a tuo favore avrebbe indirizzato il tuo avversario diritto alla sede più vicina dei bambini di satana per iscriversi ? Mia nonna, pace all'anima sua, ci ha provato a farmi diventare un buon cattolico. Lasciamo perdere i risultati, ma credo che di aver capito che la preghiera sia fondamentalmente di due tipi. O quella condivisa con altri fedeli nel corso di un momento dedicato tipo la messa, o un rapporto individuale tra chi prega e dio, l'angelo custode o chicchessia. Cazzarola, sei in mutande e maglietta gialla su un prato verde attorniato da ottantamila persone che ululano, ripeto, ma che cazzo hai da pregare? Voglio saperlo, perché se l'altissimo onnipotente guarda le partite di calcio e ascolta le preghiere dei pedatori comincio a capire perché ogni tanto è distratto. Sarà che io ho esperienze diverse, ma qualcosa non torna.

FLASHBACK

Campionato pulcini dello scorso millennio. Trasferta della squadretta in cui milito in casa della prima in classifica. Stanno dominando il campionato in modo schiacciante. Schierano tutta gente al limite superiore di età e noi siamo tutti al limite inferiore. E se hai dodici anni e mezzo e giochi contro uno di quattordici che ha già un pò di barba, la differenza la senti eccome. Entriamo in campo contro questi assatanati in maglietta rossa, che a noi sembrano mostri giganteschi. E finisce esattamente come la partita di cui sopra. Ne prendiamo sette e ne facciamo uno. E quando ci rifugiamo negli spogliatoi a partita finita, sotterrati di goal e soddisfatti per esserne usciti vivi, di preghiere non ricordo di averne sentite. A meno che non si voglia considerare preghiera qualunque sequenza di parole contenga la parola "dio".

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