martedì 22 aprile 2014

The Fucking Golden Easter Bunnies Attack

Porca vacca, non c'è davvero più religione. So che stavate aspettando con ansia il post pasquale, e se non è così siete comunque pregati di lasciarmelo credere. E io non vedevo l'ora di deliziarvi col resoconto di quello che ho trovato nell'uovo pasquale.
E soprattutto, in caso di ritrovamento di un giochino idiota, di sfidare mio cognato a chi scende più in basso e giocarci con accanimento. Voglio dire, io sognavo che so un plotone di piccoli alieni da abbattere a colpi di stuzzicadenti, due golem alti 10 cm che giocano a baseball con un'anguria, un minigolf che usa come mazza una zampa di facocero. E non vedevo l'ora di percorrere un altro gradino in discesa sulla scala della devastazione mentale. Mi ero riempito ben bene di solidi e di liquidi, quoziente intellettivo pressoché azzerato, occhio bovino, parlata strascicata. In pratica il Sym di sempre, solo che era Pasqua. Ero pronto, insomma. E mentre sto pregustando il momento della rottura dell'uovo e della scoperta del contenuto, dalla cucina arriva un vassoio al grido "Quest'anno una sorpresa". E sul vassoio non troneggia un enorme uovo, no. Nemmeno un uovo medio. E nemmeno piccolo.
Arriva una dozzina di coniglietti di cioccolato ricoperti di stagnola dorata, con nastrino rosso e campanellino al collo. E io sento un turbine d'odio pasquale crescere in me. Già la mancanza dell'uovo mi innervosisce, ma propormi al suo posto dei conigli aggiunge al danno la beffa. Non so bene perché, ma i conigli mi stanno sulle palle. Sarà forse invidia per questi animaletti che non hanno una mazza da fare tutto il giorno se non dormire, strafarsi d'erba e accoppiarsi come conigli. E chiamateli stupidi. Sarà il fatto che non posso nemmeno fargliela pagare mangiandoli, perché anche se trovo una giusta e sacrosanta nemesi la loro fine alla cacciatora odio le ossicine che scricchiolano sotto i denti. Sarà che ho nel DNA i racconti di mio padre che da ragazzino in campagna non era capace di tirare il collo alle galline ma era il migliore nel fare secco il coniglio. Fatto sta che afferro il coniglietto di mia competenza e lo guardo con cattiveria mentre gli levo di dosso il suo vestitino dorato. E sibilandogli "bastardo" senza farmi sentire dal resto della tavolata che scarta mentre i campanellini tintinnano gioiosi, sorrido mefistofelico. E gli stacco quella sua testolina di cioccolato con un morso secco.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Addentare La Testa Di Quel Coniglietto E' Una Conferma Di Gusto. E'SicuraMente Una Parte Anatomica Che Prediligi. ..

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SympathyForTheDevil ha detto...

E' Nutrimento.

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