mercoledì 18 dicembre 2013

ROTFLOLADI, O Spiderman Vs. Robinson Crusoe

Sto lavando stoviglie sparse nel lavandino della cucina. Percepisco qualche movimento alle mie spalle, vedo qualche ombra, ma non è che di Domenica mattina uno ha proprio tutta quella lucidità da vendere.
Non che dal Lunedì al Sabato vada molto meglio, sia chiaro, ma questo è l’abisso. Il trambusto alle mie spalle cresce di intensità per poi sfumare. Dopo qualche attimo di silenzio, si alza la voce della mia coinquilina, meglio nota come La Santa Donna per la pluriennale sopportazione coniugale del sottoscritto. “Non muoverti che ho appena lavato il pavimento !! “. Del fatto che La Santa Donna abbia le stesse iniziali di Lucy in the Sky with Diamonds e degli aiuti chimici a cui in una coppia si può ricorrere per sopravvivere al partner si potrebbe parlare la prossima volta. Mi giro e realizzo la cruda realtà. Sono prigioniero, non posso muovermi. Nel giro di qualche secondo mi parte una allucinazione bibliografica e divento Robinson Crusoe prigioniero sull’isola. Solo che l’isola su cui sono naufragato è un tappetino a righe bianche e rosse di 80 cm per 40, e per fortuna non c’è Venerdì se no ce la vedremmo parecchio stretta. Dopo una manciata di altri secondi, penso di dare un aiutino alla mia lucidità ottimizzando nel frattempo il tempo della mia prigionia e decido di preparare la caffettiera. L’operazione è alla mia portata, la caffettiera è davanti a me e il mobile che contiene il caffè a pochi centimetri sulla mia sinistra, posso farcela. Unica condizione, la cautela assoluta perché sul candido luccicante profumato pavimento che mi circonda anche un singolo granellino di caffè caduto risalterebbe come un paio di Google Glass sulla Gioconda. Quindi maneggio il caffè come se fosse nitroglicerina mentre gocce di sudore mi imperlano la fronte. Una mossa inconsulta rovescia un milligrammo di caffè sul piano di lavoro, ma il pavimento è salvo e una passata di straccio cancella ogni traccia. Per me è finita lì, non c’è altro che posso fare. Quello sto facendo, di quello mi occupo, una volta finito vedrò cosa altro fare. Ma come è noto, mentre l’uomo è fissamente mononeuronale e capace di concentrarsi su una sola cosa alla volta, la donna intraprende e gestisce (n+1) al quadrato attività contemporaneamente. Giacobazzi è un ottimista.



E io sono fermo appoggiato al mobile della caldaia, pronto a pregustarmi tot minuti di immobilità totale e di sfrenato pensare ai cazzi miei, quando La Santa Donna, che nel tragitto dalla cucina al bagno ha iniziato altre dodici cose contemporaneamente ed ha completamente dimenticato di avermi intimato la totale immobilità finché il sacro pavimento non asciuga, lancia la richiesta che mi spiazza. “ Puoi apparecchiare ? “ Occazzo. Senza appoggiare i piedi sul pavimento ? Misuro le distanze. Lo scolapiatti e la lavastoviglie li ho a portata di mano, non è un problema. Ma la tavola è lontana, separata dalla mia isola di naufrago da un braccio di pavimento scintillante. Prendo le misure. Avere le braccia lunghe è un vantaggio per molte cose, quindi appoggiandomi con una mano allo schienale di una sedia e puntellandomi su una sola gamba per fare da contrappeso con l’altra, pregando San Menisco Martire e Santa Rotula Fratturata protettori degli equilibristi di non fare scivolare il tappetino per almeno tre minuti riesco a deporre posate bicchieri e piatti sul tavolo, uno alla volta. Sì, l’effetto simmetria lascia a desiderare e il piatto del posto più lontano praticamente lo lancio, ma la tavola è apparecchiata. Mentre mi rilasso appoggiato alla lavastoviglie, arriva il colpo finale. “ Puoi accendere il fornello e tirare fuori la griglia ? ”. Guardo all’orizzonte. Accendere il fornello è operazione fattibile, ma la credenza dove si trova la griglia è a più di tre metri. Le conto, sono undici mattonelle da trenta centimetri. E per lunghe che siano la mie braccia, non ci arrivo. L’unico modo che avrei di raggiungere quel mobile senza calpestare il pavimento sarebbe la levitazione, ma per quanto mi sia impegnato ancora non ho ottenuto risultati positivi. E mentre rifletto mi parte una allucinazione cinematografica in cui ho un costume rosso e blu e sparando ragnatele all’angolo sopra la porta raggiungo la credenza camminando sul muro e recupero la griglia. E come l’Uomo Ragno salvava il mondo io ho salvato il pavimento. Anzi faccio di meglio, lo asciugo pure. Sì, perché quando La Santa Donna, ricordatasi dell’uomo che ha confinato su mezzo metro quadrato di stoffa, entra in cucina mi trova steso rotolante sul pavimento a ridere come un pazzo. E allarga le braccia alzando gli occhi al cielo mentre io inizio a cantare Spiderman. Con la voce da crooner, molto friendly neighborhood. Rolling On The Floor Laughing Out Loud And Drying It.


6 commenti:

ilsoleamezzanotte ha detto...

Ho riso dall'inizio alla fine di questa più che bella vetrina di una tua giornata tipo! Credimi avrei voluto essere una mosca per sentirti cantare "spyderman",ben conoscendo il tuo timbro di voce privo di qualsiasi cadenza dialettale :-) e comunque sono sempre dell'idea che hai sbagliato a non fare lo scrittore, avresti avuto un enorme successo, e lo penso davvero!!!!!!! Chapeaux :-)

Calamì ha detto...

Dimmi che l'assolo di Spyderman si è concluso con "Siamo laaa cooppia piuu bella del mooondooo" mixato alla Linus :D MITICO!

SympathyForTheDevil ha detto...

ilsoleamezzanotte, sentendomi cantare probabilmente Spiderman mi strangolerebbe con una ragnatela e Robinson Crusoe sarebbe fuggito dall'isola a nuoto.Quanto a capacità di scrittura, credo che il Pulitzer per le minchiate non me lo leverebbe nessuno ...

SympathyForTheDevil ha detto...

Calamì, credo che la canzone fosse proprio quella, solo che non ricordavo che ci fosse una strofa che dice "alzati, deficiente!!"

Calamì ha detto...

Ahahahah! Siiiiaaamo cosììì dolcemente complicateee :D

SympathyForTheDevil ha detto...

Calamì, come diceva quello non si può vivere nè con voi nè senza di voi ...