martedì 10 dicembre 2013

Dreaming Of a White Christmas

Cantava Caparezza, sono fuori dal tunnel del divertimento. Piuttosto che entrare nel tunnel del Natale, farei cambio con lui e ci resterei tutta la vita. E’ passato da solo due giorni il giorno 8, che segna l’avvio del mese d’inferno, e sono già stremato.
Milioni di piedi strusciati e svogliati che percorrono le scale per e dalla cantina a recuperare alberi, casette, statuine, muschio rancido che sarebbe meglio fumare e palle, palle, palle. Ma non è che io sia del tutto antinatalizio, eh. Per esempio, la canzone del titolo piace tantissimo anche a me. 


Anche io sogno un Natale così, per chi mi prendete ? Un Natale pacifico, sereno, con una bianca coltre di soffice candida neve a coprire tutto col suo lieve manto. Vabbè, c’è solo una particolarità nel mio sogno. No, non è Freddie Kruger che canta Jingle Bells, che c’entra. E purtroppo non è nemmeno Uma Thurman in costume da Babbo Natale che esce dal mio panettone e mi dice “ Sym, ci rotoliamo nello zucchero a velo e giochiamo a uvetta e candito ? “. Sì, ho fantasie erotiche stravaganti, e allora ? No, nel mio sogno c’è la più mirabolante, incredibile, devastante nevicata della storia e cadono dai dodici ai quindici metri di neve. Dappertutto, anche nel Sahara come diceva Anggun, e tutto si congela esattamente così come è oggi. Alberi di Natale, presepi, Babbi Natale slittanti o in scalata, pentoloni di anolini, cotechini fumanti, torroni, antipasti di mare, bottiglie di champagne, i cellulari che si organizzano per l’ultimo dell’anno, TIR di regali, il Papa benedicente, tutto bloccato. Per un mese. Una gelida palla da biliardo bianca ferma sul tavolo verde dell’universo per un mese, finchè Atahualpa, o qualche altro Dio, non dice “descansate niño che continuo io”, si fa una gran risata e con un colpo di stecca ben assestato manda in frantumi il ghiaccio e tutto ricomincia a rotolare verso non si sa quale buca, ma almeno è già il 7 Gennaio, io non sono ingrassato quattro chili e il tasso di grasso suino nel mio sangue è sempre alto ma perlomeno invariato. E mentre tanto per cambiare procedo a passo d’uomo in tangenziale e penso a queste scemenze, mi rendo tristemente conto che invece l’unica cosa che rotola, sotto di me, sono le quattro fottutissime e stramaledettamente costose gomme da neve che ho montato da più di un mese. E ogni giro di ruota che le usura mentre a Dicembre ci sono dieci gradi e neanche un fiocco di neve è una goccia di sangue versata. E The Day After Tomorrow è tremendamente lontano.


2 commenti:

Calamì ha detto...

Possiamo organizzare un gioco di ruoli? Voglio essere Athaualpa :D

Ti consiglio invece un post sul Capodanno, quello si che fa passare in secondo piano il via vai dalla cantina con gli addobbi natalizi!
Si tratta della sera che per eccellenza dovrebbe essere la più divertente, impareggiabile, indimenticabile di tutte quelle che si sono vissute nell'anno corrente e in quello avvenire; la sera in cui tutti organizzerebbero cenoni che coinvolgono tutto il quartiere (perche si esce sempre con i soliti quattro stronzi ma a capodanno tutti hanno un elenco di amicizie piu lungo della lista della spesa del cuoco di un intero reparto dell'esercito) per poi andare ad una festa open bar, dove sbronzarsi e ballare tutta la notte, bevendo alcool come fosse acqua e fumando "il muschio del presepe" come se non ci fosse un domani.
E invece finisce sempre per trasformarsi in una cena improvvisata coi soliti quattro cristiani (cinque nelle compagnie con un leader forte, ma comunque un numero esiguo di persone che sono riuscite a mettersi d'accordo), con la promessa di andare a un festone con gente acclamante, allegra, gioiosa, di quella che neanche Athaualpa dopo il disgelo. Promessa che si infrange sul panettone pucciato nella crema di zabaione, mentre i "divi di casa nostra" annunciano l'inizio del countdown per il nuovo anno su rai 1 e i quattro sopracitati si bevono l'ennesimo bicchiere di vino, decidono dopo aver copia incollato a tutta la rubrica "auguri di buon anno" di uscire e andare a una festa di cui avevano sentito parlare nelle settimane precedenti. Ma ahimè, ora che si sono organizzati (con il vino che fa sangue è difficile che raggiungano lo stesso successo ottenuto trovandosi per la cena)si è "fatta 'na certa", la festa è lontana (cit. Max Pezzali) e si decide di ripiegare sulle ultime bocce di vino rimaste, tirando ore sufficientemente piccole da rendere l'idea, almeno agli occhi dei contatti di facebook il giorno dopo, di un "capodanno da paura".

Non vedo l'ora che sia sabato sera.. QUELLO DOPO CAPODANNO!

SympathyForTheDevil ha detto...

Calamì, non so se ricordi che stai parlando con uno che festeggia il Capodanno il primo Settembre, sfondi una porta aperta col sottoscritto su questo argomento. Però mi piace l'idea del post a richiesta, ci penserò sopra. Per interpretare Atahualpa devi venire a suonare, a danzare, di nascosto ad amare, e soprattutto avere l'indispensabile permesso del Maestro Conte.