lunedì 13 marzo 2017

Soltanto parole, parole tra noi (3)

A volte, anche tenere un piccolo blog come questo può dare soddisfazioni. Sempre se uno si accontenta di piccole soddisfazioni, certo. Devo fare un passo indietro e, cosa che odio fare, autocitarmi.
Chissà perché a questo punto vedo sempre sguardi tra il perplesso e l'incredulo e risatine soffocate. Comunque, nella lunga serie di minchiate transitate per questo luogo, i lettori più affezionati ricorderanno i post dedicati alle parole desuete. I miei inviti a recarsi nei luoghi, invece di andarci o passarci. Le riflessioni sulla bellezza di obliterare il biglietto sul bus, invece di limitarsi a farlo o timbrarlo. Ecco, proprio partendo dalla lettura di uno di questi, una gentile lettrice mi ha riempito di gioia raccontandomi di essere entrata in un bar ed avere chiesto al barista allibito un copioso bicchier d'acqua, suscitando un po' di sconcerto nella clientela presente.
Copioso. Ha proprio detto di aver usato questa parola. Ed io in cuor mio ho esultato. Oh, certo, avrebbe potuto chiederlo grande. Credo che la stragrande maggioranza delle persone lo avrebbe fatto. Grande, piccolo. Tutto qua, senza fantasia. Enorme? Un grande al quadrato, sai che sforzo. Bello pieno? Ma per favore. Generoso? Non mi convince. Avrebbe potuto usare abbondante, già meglio. Ma abbondante si usa di più, anche in altri contesti. Invece copioso mi piace proprio, è perfetto nella situazione e soddisfa il gusto per la desuetudine. E allora, che dire? Copiosi applausi alla gentile lettrice. Se la prossima volta che entra in quel bar racconta con confidenziale nonchalance al barista che in un bicchier d'acqua ci si può anche tuffare, avrà la mia stima imperitura. Come dite? Sym, dai, per piacere, tuffarsi in un bicchier d'acqua, non dire cazzate? Miscredenti, barbari, infedeli. Guardate qui Mr. Edwards, e pentitevi.

 

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