sabato 31 dicembre 2016

Trecento, E Sparta Non C'Entra

Alla fine di un anno, o al principio di uno nuovo, dovrebbe scappare con urgente impellenza la frase ad effetto. Scappare e urgente impellenza sono ovviamente casuali e per nulla riferiti al periodaccio di influenze in corso, non mi farete così becero spero. In queste occasioni bisognerebbe trovare parole serie, di quelle da scolpire imperiture nel marmo. A maggior ragione oggi, consentite il momento autocelebrativo, perché che ci crediate o no questo è il trecentesimo post che pubblico. Contateli, se non ci credete e proprio non vi fidate di me (mi spiace per me, ma solo un pochino) e non avete di meglio da fare (mi spiace per voi, ma proprio tanto). Tanto, non li ho contati nemmeno io, anche se non mi fido di me e non ho niente di meglio da fare. Solo, me lo dice il sistema. Ma parlavamo del momento celebrativo, della frase commemorativa. E invece, niente. Niente di niente. Un giorno forse farò un post dedicato alle frasi storiche, ma questo è un altro discorso. Quindi, che dire? Gli anni si accumulano, il tempo passa, i post si scrivono, si leggono e si dimenticano. E alla fine, la innegabile verità è che siamo tutti mosche sull'autostrada, in attesa dell'inevitabile schianto finale contro Il Grande Parabrezza.

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