martedì 15 novembre 2016

Tango Dei Maltratta Menti

L'avete rifatto. Ne ho già scritto, dubito che mi abbiate letto, quindi l'avete rifatto. E io non posso che continuare a dire che voi, Jehovah's Witnesses (da qui in poi per brevità JW), sbagliate strategia. Almeno con me. Già mi indispone che mi suoniate in un giorno festivo. Potevo essere a letto, ricordatevelo bene. E quando sono a letto e qualcuno mi sveglia, in genere reagisco male. Poi certo, ci sono i numerosi distinguo. Se mi sveglia il terremoto, reagisco malissimo ma mi alzo, oh se mi alzo. Se mi sveglia Uma e mi dice "tesoro, il nostro volo per i Caraibi non ci aspetta, sai", non reagisco per niente male ma mi alzo, oh se mi alzo. Se mi svegli tu, JW, per dirmi al citofono "buongiorno signore, stiamo visitando famiglie della zona, volevo lasciarle un opuscolo", non reagisco malissimo. Di più. Perché, al di là della molesta scampanellata che mi strappa dalle braccia di Morfeo, mi sento preso per il culo. Te l'ho già detto la volta scorsa, la cassetta della posta è lì sotto il tuo naso. Infilaci dentro il tuo fottuto opuscolo, ma non suonare per dirmi che vuoi lasciarmelo. Cazzo, non mi suonano i ragazzi che lasciano i volantini pubblicitari con l'offerta della vita che scade tra tre giorni e mi suoni tu che hai l'eternità dalla tua? Voi direte "ma dai Sym, l'opuscolo è un pretesto, vogliono parlare con te". E lo so benissimo, ma ditemelo allora. Dimmi che vuoi parlare con me, JW. Dimmi che vuoi aprirmi gli occhi, redimermi, fare proselitismo, propagandare la tua visione della vita, leggermi pezzi di Bibbia. Tutte queste cose rientrano nel campo della mission impossible, ma dimmelo. Perché, ripeto, se mi dici che mi hai suonato per dirmi che mi lasci un opuscolo, o sei davvero cattivo nell'anima, o sei decisamente ipovedente, o mi stai prendendo per il culo. Allora, JW, stavolta ti ha salvato il fatto che ero già sveglio. E ho potuto permettermi di dire, con una cortesia che ha sorpreso anche me, "la ringrazio, me lo lasci pure nella cassetta della posta".
E così hai fatto, per di più con una domanda un tantino ambiziosa. Ti svelo un segreto che mi riguarda. Al Sabato mattina, il massimo della complessità di domanda a cui posso rispondere è "Vuoi il caffè?", e non é detto che ci riesca in modo comprensibile. Il massimo di orizzonte futuro a cui arrivo è cosa mangerò a pranzo e se dovrò uscire a comprare il pane. Il mondo è un concetto un po' ampio di Sabato mattina, se atterrasse la flotta da combattimento di Orione in assetto di guerra davanti a casa mia probabilmente guarderei se mi hanno sbocciato la macchina e tornerei a dormire.

 
Quindi, ricapitolando e dando un senso al titolo del post, le vostre menti, maltrattate da non so cosa che vi spinge ad andare in giro a maltrattare gli zebedei alla gente, avrebbero potuto maltrattare i miei sonni ma ciononostante io non ho maltrattato voi. E da tutto questo emerge una immagine negativa dei maltrattamenti. E sì, siamo d'accordo, i maltrattamenti in genere sono una brutta cosa. Eppure, io una volta ho visto un signore con giacca e cappello curvo su un pianoforte a maltrattarlo e Dio, o Jehova, o chi per loro, mi perdoni, ma mi è piaciuto. Ha detto che era un momento particolare del programma, e che lo avevano scelto per un tango. E non mi ha maltrattato le orecchie.
 

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