domenica 3 maggio 2015

Un Pandemonio Di Gelide Lune Celtiche, E La Tristezza Del Cerchio Chiuso.

E' interessante la catena di associazioni che mi ha mosso il parlare di Hieronymus Bosch. Oddio, magari è interessante solo per me mentre a voi suscita quel certo indefinibile senso di "ecchissenefrega", ma poco cambia.
Io scrivo quel che mi passa per la testa e voi potete evitarmi con un semplice clic, perciò credo che possiamo uscirne tutti contenti. E se avete sottoscritto il follow by mail, peggio per voi. Quindi, adesso vi beccate questo strim ov consciusness all'emiliana. Che poi all'emiliana sarebbe flusscio di coscienscia. Allora, il succitato era poco più di un nome orecchiato fino a circa una quindicina di anni fa. A proposito, sapete che mi piace la parola "succitato" ? Nel mio frequente creare neologismi senza senso, succitarsi mi dà l'idea di eccitarsi parlando di qualcosa di cui si è già parlato poco prima. Mi sto anche chiedendo se "pluricitato" può riferirsi ad un'orgia di gente che ha appena parlato dello stesso argomento, ma mi terrò per me i miei ulteriori deliri linguistici, almeno per oggi. E per stravagante e succitante che possa sembrare, il mio incuriosirmi per Bosch lo devo a un gruppo metal svizzero di nome Celtic Frost. Più esattamente, al momento dell'acquisto di un loro CD chiamato Into the Pandemonium, con questa immagine in copertina che mi colpisce fin dal primo momento. 



Leggo le note sul CD, e cosa ti scopro ? Che trattasi di dettaglio del Trittico Del Giardino Delle Delizie, inutile che vi dica che l'autore è il succitato H.B. Se avessi avuto diciassette anni, avrei detto "Wow, figo sto tipo" come dissi un pò di anni prima scoprendo Tom Waits. Ma purtroppo non li avevo più, quindi dico "Diamine, ma è davvero sorprendente quanta curiosità e quanta ammirazione mi susciti il pregevole operato di codesto autore a me purtroppo poco noto, tanto che sento un irrefrenabile bisogno di approfondire le mie conoscenze in merito". Più o meno, chiaro, può darsi che abbia usato altre parole, ma il succo è quello. Sì, lo so potevo anche dire "Interessante, però". Posso essere inutilmente verboso o no, a casa mia ? E così, da uno dei tanti episodi di serendipity di cui la mia esistenza è costellata, la mia curiosità mi ha portato al post precedente. E potremmo dire che il cerchio è chiuso. Ma a me non piace chiudere i cerchi. E poi, ve lo hanno forse chiesto loro di essere chiusi? Avete almeno avuto la delicatezza di sentire il loro parere? E se a un cerchio piacesse rimanere aperto? No, uno arriva, trova un cerchio aperto e zac, lo chiude. Vi siete mai messi nei panni di un cerchio? Non si fa così, ecco. Quindi, se la vostra curiosità non vi ha ancora portati all'ascolto del succitato album, mi permetto un suggerimento. In questo intreccio musical-pittorico, perché farsi mancare la letteratura? Allora, vi dico che a un certo punto, schitarrata dopo schitarrata, nel frastuono pandemoniaco arriva niente meno che Baudelaire.


Ce soir, la lune rêve avec plus de paresse;
Ainsi qu'une beauté, sur de nombreux coussins,
Qui d'une main distraite et légère caresse
Avant de s'endormir le contour de ses seins,
Sur le dos satiné des molles avalanches,
Mourante, elle se livre aux longues pâmoisons,
Et promène ses yeux sur les visions blanches
Qui montent dans l'azur comme des floraisons.
Quand parfois sur ce globe, en sa langueur oisive,
Elle laisse filer une larme furtive,
Un poète pieux, ennemi du sommeil,
Dans le creux de sa main prend cette larme pâle,
Aux reflets irisés comme un fragment d'opale,
Et la met dans son coeur loin des yeux du soleil 
E vi è andata ancora bene che partendo dalla radio messicana non ci ho messo in mezzo Stan Ridgway che racconta le avventure di Camouflage che protegge marines nella giungla, e come il tema di quella canzone mi ricordi un'altra canzone cantata da Waits, e come volendo si potrebbe chiudere un altro cerchio. Ma a parte che vi ho già detto come la penso sul diritto all'autodeterminazione dei cerchi, la canzone non è di Waits, la interpreta soltanto. Quindi, il cerchio resta aperto. Come il bar dove arrivano autostoppisti infreddoliti e fradici, appena scesi da un camion fantasma con una monetina in mano. Quando la luna si specchia nell'acqua, ogni tanto succede.

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