domenica 19 aprile 2015

Svincolati

Come sapete se mi leggete da un pò, e se non lo sapete ve lo dico ora, passo molto del mio tempo in tangenziale. Inutile fare sorrisini maliziosi, non intendevo con Ramona, la bionda che batte un pò prima della rotonda.
Intendevo dire sepolto nel caotico, disordinato, scorretto traffico mattutino. Durante i miei andirivieni, ho avuto occasione di catalogare la gente, o almeno i conducenti di automezzi, a secondo delle modalità di uscita agli svincoli. Probabilmente si potrebbe fare lo stesso con l'ingresso e non è detto che prima o poi non lo faccia, ma limitiamoci ad una cosa alla volta. Uscire da uno svincolo, autostradale o di tangenziale che sia, non è una cosa difficile se proprio la patente non l'hai presa dal fruttivendolo. Voglio dire, una cosa difficile al volante può essere gestire una curva cieca nella nebbia con trenta cm di ghiaccio mentre nevica, in senso opposto scende una corriera coi freni rotti con un autista sbronzo al volante e sotto di te c'è un centinaio di metri di strapiombo. Ma uno svincolo è segnalato con anticipo e si trova sulla tua destra, tutto quello che bisogna fare per andarsene è mettere la freccia, rallentare se necessario e uscire. Se preferite un linguaggio più tecnico, azionare l'indicazione di direzione segnalando con sufficiente anticipo le vostre intenzioni, moderare la velocità e imboccare l'uscita. Ritengo opportuno far notare che esiste una corsia che ha il preciso fine di toglierci dal flusso del traffico e consentirci di diminuire la velocità. Eppure, considerando il modo di fare appena preso ad esempio, quello normale e medio, come l'opzione cinquanta, esiste un vasto range di comportamenti diversi che va da zero a cento. Parametriamoli sulla prudenza, per comodità. Andiamo da prudenza zero a prudenza cento.
Il caso prudenza zero è quello del conducente che rimane sulla corsia di marcia fino all'ultimo secondo ignorando bellamente la corsia deputata all'uscita e di colpo ti inchioda davanti, naturalmente senza freccia, imboccando l'uscita nell'ultimo metro disponibile, praticamente ad angolo retto. Di questo inquietante caso umano esistono due varianti, ahimè peggiorative. La prima variante è quella di chi fa tutto quanto ho appena descritto, solo che lo fa rimanendo fino all'ultimo secondo in corsia di sorpasso. Quindi di colpo ti taglia la strada, sempre con la freccia come optional trascurato, attraversa due corsie in diagonale in una ovazione di clacson, bestemmie e insulti a numerosi rami familiari, e svanisce. A volte contro un platano, ma questo è un altro discorso. La seconda variante è quella di chi inchioda, si ferma di colpo pochi metri dopo l'uscita e tenta di riguadagnarla facendo retromarcia, cosa che non è per nulla apprezzata da chi sta uscendo in modo ortodosso. L'ovazione di cui dicevo poc'anzi rimane invariata.
Se state per dire "eh, poveretto, magari non sapeva che quella era la sua uscita e se ne è accorto troppo tardi", sappiate che ho una domanda molto seria da pormi e porvi. Ed è la seguente. Ma perché cazzo la gente che non sa la strada va a tutta velocità? Se c'è una logica, la gente che non sa la strada deve finire automaticamente nel caso successivo, quello di prudenza cento e lentezza estrema. Se state per dire "eh, poveretto, magari era in ritardo", sappiate che contribuire alla sua puntualità non lo considero per nulla un motivo valido per affrettare il mio incontro con l'aldilà.
Il caso prudenza cento, all'estremità opposta del range, è quello del conducente che inizia a rallentare mettendo la freccia circa quattro chilometri prima della sua uscita. Si piazza a velocità di crociera bassissima, molto molto sotto il limite consentito, cullato dall'allegro ticchettare della sua freccia, e attende. Se potesse, si fermerebbe e aspetterebbe fiducioso che lo svincolo gli venga incontro. Spesso, intimidito, decide di mettersi sulla corsia di emergenza circa due chilometri prima dell'inizio della corsia di svincolo, rallentando ulteriormente. In casi estremi, mette le quattro frecce e procede a passo d'uomo. L'unica cosa che lo accomuna al caso zero è la ovazione di cui già sapete, con l'aggravante che vista la lentezza la litania è ripetuta da un numero maggiore di automobilisti. Oltre al fatto di essersi entrambi totalmente svincolati dall'obbligo di mettere in funzione il cervello.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

e non sei mai stato sulla tangenziale di Napoli,
Ciccio.

SympathyForTheDevil ha detto...

Ciccia, per fortuna ti sei firmata o avrei pensato che era un invito da una anonima collega partenopea di Ramona ...

Calamì ha detto...

Dove consideri si potrebbe collocare quello che, impegnato ormai da 5 km tra la seconda e la terza corsia in un garino con un'automobilista altrettanto prudente, si accorge a 500 mt dall'uscita di dover abbandonare l'autostrada, decide di infischiarsene di chi viene dalla sua destra e attraversa le tre corsie rischiando di provocare un incidente con un numero di morti paragonabile a quello del titanic?

SympathyForTheDevil ha detto...

Calamì, quello è la versione autostradale del prudenza zero caso b, anche se devi precisare meglio lo scenario. Tratto a tre o quattro corsie?
Ma io mi ero limitato alle tangenziali, sulle quali sono più ferrato anche perché ci sto passando la vita. Magari un giorno o l'altro affronterò anche qualche tema autostradale.