venerdì 20 giugno 2014

Strisciando Sulle Strisce

Sul giornale locale esiste la inquietante rubrica delle lettere al direttore. I temi costanti sono fondamentalmente cinque, ovvero la malasanità, la raccolta differenziata dei rifiuti, Berlusconi, i disservizi negli enti pubblici e gli immigrati.
Questi sono temi fissi, ogni giorno vengono affrontati in almeno un paio di lettere. Poi ci sono i temi occasionali. Ad esempio, qualche settimana fa infuriava una accesa polemica nata dalla domanda "E' giusto che i pedoni ringrazino con un sorridente cenno gli automobilisti che si fermano per farli attraversare sulle strisce pedonali ?". Diciamo pure che "infuriava" è una parola grossa, nel senso che gli autori delle lettere della suddetta rubrica sono probabilmente garbati pensionati che scrivono ancora con pennino e calamaio. 

Immagino che un dialogo davanti ad un tè e un bicchiere di rosolio potrebbe essere più o meno così :
"Deh, mia cara Berenice, Lei non trova dunque che la cortesia del conducente di autovettura che arresta il mezzo meriti in ogni modo una seppur lieve ricompensa ?"
"Signor Artemio, intanto mi complimento per la Sua vieppiù arguta e come sempre elegante prosa, ma io ritengo che l'arroganza di coteste meccanizzate carrozze vada invece contrastata con fermezza e senza cedimenti"
"Miei carissimi, sono Gesualdo, ricorderete che interloquimmo mesi fa nella indimenticabile accesissima polemica sui piccioni e sul loro diritto a stazionare sulle piante del centro, e forte della credibilità guadagnata vorrei rimarcare il diritto del pedonal utente ad una sicura traversata scevra di pericoli"
"Perdonate il mio ardire, ma la contessa Cesira, in questi giorni in crociera e della quale vi porto i saluti più cari, sostiene da immemorabile tempo la non marginale colpa del lento camminatore, qualora ciò comporti imperdonabile ingombro della carreggiata"

Tralasciamo anche che tentando di acculturarmi sul tema ho scoperto che di questo cruciale, interessantissimo argomento si discute da circa una decina d'anni su siti, blog, forum. A volte con un avventuroso disprezzo della grammatica più o meno equivalente, tanto per restare in tema, ad attraversare una tangenziale bendati all'ora di punta.


Però, chi mi legge da tempo sa che questo dell'attraversamento delle strisce pedonali è un tema a cui ho dedicato molto tempo ed energie, seppur da un angolo di visuale molto particolare. A posteriori, per capirci. Quindi non vi stupirete se sento un insopprimibile bisogno di dire la mia. Come sempre in Italia dove ogni cosa è un derby, la gente si è divisa in due partiti. In questo caso, i duri e puri del "è diritto del pedone attraversare e le auto sono obbligate a fermarsi" e i cordiali empatici del "sì ma un gesto di cortesia non costa nulla e ne abbiamo tutti tanto bisogno". Io credo che, ferme restando alcune regole di base dalle quali non si può prescindere, tipo l'assoluto e innegabile diritto di un bel lato B ad attraversare tra scrosci di applausi, bisognerebbe un pò spezzare questa rigida, noiosa dicotomia dell'io mi fermo tu passi io non mi fermo tu non passi.
Quindi, vedrei bene l'introduzione di fattori che movimentino un pò il monotono rituale dell'attraversata. Che portino un pò di novità. Tipo che so, al Martedì sulle strisce pedonali hanno la precedenza solo le donne bionde di nome che inizia con la F, mentre il 16 di ogni mese gli uomini calvi non possono attraversare la strada a meno che non abbiano i baffi, d'inverno i maestri elementari e i panettieri devono attraversare saltellando su un piede solo, il 19 dei mesi dispari le auto straniere devono fare attraversare chiunque sorrida purché non indossi scarpe rosse e dalle 17 alle 19 dei giorni pari d'estate può attraversare solo chi ricorda i marcatori della finale dei mondiali 1982. Questo introdurrebbe delle variabili meravigliose con numerosi vantaggi. Vogliamo parlare dell'incremento del fatturato dei parrucchieri per signora al martedì, con file di donne a farsi tingere per poi attraversare tronfie e fiere nella loro chioma platinata ? E il boom della parrucca, anche indossata da distinti ragionieri pronti a fingersi casalinghe pur di uscire incolumi da un attraversamento ? Per tacere della socialità che tornerebbe a popolare le nostre strade. Automobilisti che abbassano il finestrino e urlano alla signora bionda che prima di farla attraversare vogliono sapere come si chiama, e alla risposta "Federica" non si fidano e pretendono di controllare, così scendono ed esaminano la carta d'identità, con approcci imprevisti e nascita di amori sulle strisce zebrate, in alcuni casi spinti fino alla copula sul cofano. Gente che dal marciapiedi recita non solo i marcatori della finale mimando le azioni col commento di Nando Martellini (giuro, la prossima volta che attraverso faccio l'urlo di Tardelli), ma anche tutte le formazioni dell'Italia riserve incluse, con ritrovamento di vecchi conoscenti che non si vedevano da anni e nascita di nuove amicizie partendo dal gol di Boninsegna al Brasile nel 1970.
Sì, lo so cosa state pensando. Sto dicendo cazzate e non posso cavarmela così a buon mercato. Ho gettato il sasso e adesso non posso nascondere la mano, devo prendere posizione. E lo farò in musica, come spesso mi accade. Guido e cammino, quindi con la netta chiarezza che mi contraddistingue avrò una ferma e decisa duplice posizione. Una da automobilista ed una da pedone. 

Da automobilista non ho grosse pretese, vorrei solo essere al volante di un aggeggio come quello del video di Benzin dei Rammstein. Solo, guidato in modo più spericolato.


Da pedone, voglio girare per strada come Hawksley Workman nel video di Jealous of your cigarette. Ma soprattutto, voglio assolutamente che gli automobilisti oltre a fermarsi per farmi attraversare scendano e facciano per me lo stesso balletto dei tizi in camicia gialla. 


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