mercoledì 9 ottobre 2013

Mezzo Secolo

Sono passati cinquant'anni e nel Bel Paese ancora continua a morire gente sotto inondazioni, frane, alluvioni. L'Italia sta letteralmente cascando a pezzi, dice il capo della Protezione Civile. Ma non mi dire.
Le montagne franano e i fiumi esondano, certo. La forza di gravità fa il suo mestiere e i liquidi hanno la loro dinamica. Magari, se non costruisci case nelle golene che vivaddio sono fatte apposta per consentire all'acqua di espandersi, muore meno gente. E se sotto una zona a rischio frana non crei un bacino con dentro qualche milione di metri cubi d'acqua, ne muore meno ancora. Fa un effetto strano pensare che sono qui in casa mia a scrivere, seduto comodamente al caldo, come mezzo secolo fa altra gente era seduta allo stesso modo nella propria casa. Nessuno sa mai cosa lo aspetta, certo. Magari stasera un meteorite decide che è molto attratto dal tetto di casa mia o un volo di linea pensa bene di andare in avaria e di precipitarmi proprio sulla testa, e buonanotte a tutti. Ma questo rientra nel novero dell'imponderabile, che quando è negativo si chiama sfiga. Ma cinquant'anni fa qualcuno sapeva cosa poteva succedere, qualcuno aveva lanciato l'allarme, qualcuno aveva paura e se ne era andato. E allora non è più sfiga. Era una sera tardi di un pò di anni fa, e facevo il solito zapping annoiato tra i canali della tele. A un certo punto capitai su quest'uomo con pochi capelli che parlava, parlava, parlava. E mi misi ad ascoltare il suo racconto. E non riuscii più a staccarmene fino alla fine. Delle emozioni che mi ha dato e continua a darmi, ho già scritto giusto un anno fa. E allora, lo so che sono tre ore di roba ma le metto lo stesso. E probabilmente nessuno si incollerà qui a guardarsele tutte. Ma anche se a solo uno leggendo qui viene voglia di farlo, sarò contento.







Nessun commento: