venerdì 28 giugno 2013

Pedone


Pedone. Lo dice la parola, vai a piedi. E fin qui ci siamo. Metti un piede davanti all’altro e ti sposti, non è difficile. Il tempo che impieghi dipende dalla lunghezza della gamba e dalla frequenza del passo, ma non è di questo che voglio parlare.
Tu hai scelto questo mezzo di trasporto ecologico, salutare, economico, e ciò ti fa onore. Ma non è l’unico mezzo di locomozione che esiste, sai. Ce ne sono altri, li avrai visti durante i tuoi spostamenti. E ci sono momenti in cui le strade di questi altri mezzi si incrociano con la tua. Per agevolarti in questi momenti, le strade sono disseminate di strisce dipinte, detti passaggi pedonali, sulle quali tu puoi passare. Dei pedoni che attraversano fuori dalle strisce non voglio parlare, o forse lo farò un’altra volta, per ora dico solo che secondo me dovrebbe essere incentivato e premiato il loro investimento. (1) 
Torniamo a noi, pedone. Siamo alle strisce pedonali. Io sono un automobilista medio, direi prudente e corretto. In genere, se vedo davanti alle strisce un pedone che sta per attraversare, mi fermo e lo lascio passare. A volte anche per motivi poco nobili, lo ammetto, ma questo lo avete appena letto e lo sapete già. Diciamo che al gusto della buona azione, che mi consente di recuperare il boy-scout che non sono mai stato perché mi stavano sulle palle, unisco la soddisfazione di fare incazzare quello che mi sta dietro. Se mi tampona si entra in un altro ambito di discussione, ma non usciamo dal tema. 
Pedone, non posso passarci la vita davanti a queste strisce. Non mi importa nulla se la tua destinazione è a 500 metri sulla sinistra e tu vuoi accorciare tempi e strada. Tu devi camminare dritto, sulle strisce fino al marciapiedi, e solo dopo che sei salito sul marciapiedi puoi iniziare ad andare a sinistra. Se tu cominci a tagliare a sinistra quando sei ancora a metà delle strisce e ti metti a camminare in obliquo in strada continuando ad occupare la corsia dove io dovrei passare una volta che ti sei levato dalle scatole, io mi innervosisco. Sappi che facendo così sei entrato nella categoria del pedone che attraversa  fuori dalle strisce, e ho detto sopra come la penso in merito. In quel triangolo rettangolo immaginario i cui cateti sono le strisce e il marciapiedi, tu devi stare solo su quelli. L’ipotenusa è un rischio che non puoi e non devi correre. Passami la metafora scacchistica, ma sei solo un pedone. E ti muovi solo in avanti, piccolo passo dopo piccolo passo. La tua meta, come l’ultima fila della scacchiera, è il marciapiedi dritto davanti a te. A scacchi raggiunta l’ultima fila della scacchiera puoi trasformarti in un pezzo diverso. Qui no. Non allargarti. Non illuderti. E se proprio vuoi ispirarti a un altro pezzo, scegli la potenza fulminea della torre che può attraversare dritta tutta la scacchiera in una sola mossa. Muoverti in diagonale non fa di te un alfiere, fa di te solo un grandissimo rompicoglioni.

(1) ci sono ovviamente le dovute eccezioni


6 commenti:

ilsoleamezzanotte ha detto...

e con l'ultima foto hai reso perfettamente l'idea alle eccezioni!!! Sempre per restare in tema di simpaticamente diavolo :-)

SympathyForTheDevil ha detto...

beh, ilsoleamezzanotte, diciamo sono lieto di avere reso l'idea :-) questa è una delle mie eccezioni personali, ma ognuno è libero di scegliere le eccezioni che crede

Anonimo ha detto...

Citando le parole di mio padre:"Se non stanno sulle strisce possono essere investiti."(Però c'e' da dire che lui usi questa scusa perchè inizia a vederci meno xD )..
Ifi :*

SympathyForTheDevil ha detto...

Ifì, tuo padre è concreto e pragmatico e ha tutta la mia solidarietà, calo della vista incluso :-D

Calamì ha detto...

Chapeau per la metafora, boy-scout mancato ;)

SympathyForTheDevil ha detto...

Calamì, il trauma per non essere mai stato boy-scout mi ha lasciato diverse insopprimibili necessità tra cui quella di esprimermi con metafore