venerdì 8 marzo 2013

D.

8 Marzo 2013.
Niente mimose.
Niente festa.
Niente sbronze isteriche.
Niente " Auguri a tutte le donne".
Niente maschioni smutandati.
Niente dibattito colto.
Solo un ricordo di una donna. D.

D. coi capelli sporchi e arruffati, sempre con il suo zaino pieno di cianfrusaglie. D. ingorda, che divorava di tutto. D. con le labbra secche e spaccate e un filo di bava all'angolo della bocca. D. con gli occhi tristi e spenti che non voleva la terapia. D. che picchiava e veniva picchiata. D. che crollava di sonno alle nove di sera e si svegliava nel cuore della notte. D che urlava, urlava, urlava. D. e la schizofrenia. D. e la bestia che le mangiava i pensieri e la vita. D. che cercava la carne, da essere umano. D. e quelli che cercavano la carne senza essere umani. D. e il figlio della violenza partorito e tolto. D. e le suore che se ne prendevano cura. D. con un paio di scarpe nere da uomo tre numeri abbondanti che alla domanda ma chi te le ha date risponde ridendo le ho prese a casa del Don. D. che scriveva e disegnava furiosamente e poi accartocciava i suoi disegni con rabbia per poi ripensarci e regalarteli. D. che scappa urlando in mezzo a una strada affollata di gente in vacanza. D. convinta che tutti ce l'avessero con lei. D. che vedeva cose che non c'erano. D. che negli scatti d'ira lanciava tutto quel che aveva in mano. D. che esibiva i suoi assorbenti come se volesse gridare a tutti la sua femminilità cancellata. D. che non aveva nessuno a cui volere bene. D. alla quale era difficile volere bene. D. con un sacco di fratelli e sola. D. che sola è morta sulle mattonelle fredde di una stanza di una clinica psichiatrica. D. che di tanti anni mi ha lasciato un biglietto di auguri confuso e caotico e un Pierrot su un foglio a quadretti, col viso lontano e triste come lei. D. che avrebbe compiuto gli anni domani. D. che dorme in un piccolo cimitero di campagna. D. che spero finalmente in pace.



6 commenti:

ilsoleamezzanotte ha detto...

questo è quello che vorrei leggere l'8 marzo su fb, sui giornali e sentire parlare in televisione. Di uomini che hanno conosciuto tutte le D. di questo mondo con le loro fragilità, le loro paure, la loro forza... e invece ogni anno leggo sempre le stesse cose!!! Finalmente una luce.. riposa in pace D. che domani avresti compiuto gli anni :-)

SympathyForTheDevil ha detto...

Una fiammella, come ce ne sono milioni in giro dentro ognuno di noi se usciamo dal già detto e dal già sentito. Grazie, ilsoleamezzanotte.

Mandorla Amara ha detto...

mi hai commossa ... ed ora piango come un scema ...
e qualunque altra cosa sarebbe in più nella perfezione lacerante di questo post

SympathyForTheDevil ha detto...

Mandorla, commuoversi vuol dire avere dentro qualcosa che è ancora in grado di muoversi quando viene toccato. Essere vivi, in fondo.

Alba ha detto...

...la storia triste e toccante di una vita corrotta dalla malattia e comunque combattuta sotto il peso della diversita',lontana dalla normalita' rassicurante di chi non conosce la morsa brutale e gelida del disagio psichico che priva la persona della sua dignita'e della capacita' di godere delle piacevolezze comuni offerte all'essere umano.Spero che pur in mezzo ai suoi incessanti travagli e nel suo mondo del tutto particolare,D. abbia assaporato momenti di quiete e di liberta'... come,forse, quando ha realizzato il suo disegno.

SympathyForTheDevil ha detto...

Di quiete ne ha avuta davvero poca. Era sempre tirata, tesa, in guerra contro tutto e tutti e sorrideva poco. Disegnava davvero con furia e non era serena nemmeno in quei momenti secondo me, ma se non altro era assorbita da qualcosa che non fossero i suoi incubi e i suoi pensieri. E quanto al godere delle piacevolezze, davvero poco anche di quelle. Non assaporava il cibo, lo ingurgitava in fretta e furia. Credo che fosse tranquilla solo quando dormiva, di quel sonno stordente indotto dai farmaci che la stendevano.