martedì 22 marzo 2011

Un Vaffanculo Non Fa Primavera

I primi giorni di primavera riportano alla mente ricordi sepolti. Brezze carezzevoli, i primi tepori, raggi di sole tra le nuvole. A molti verranno in mente cose romantiche come il primo bacio, il primo amore, e così via. La gente normale che ha figli probabilmente ha miriadi di ricordi, dai primi passi del pargolo alla prima parolina alla prima pappa e via rimembrando. A me, non so perché e non ho voglia di spendere soldi per farmelo dire da uno psicologo, ai primi soli torna in mente il primo vaffanculo di mio figlio.
La location è un piccolo parco giochi di paese, direi un pomeriggio di sabato. Papà, mamme, nonni, bimbi, giochi, grida, l'ordinario corredo di una bella giornata. Mi perdo in chiacchiere da nulla col papà di un altro bambino. Ad un certo punto nasce una questione di precedenza per l'uso dello scivolo, che a quattro anni è una faccenda di estrema serietà. Ai piedi della scaletta, mio figlio è costretto ad attendere il suo turno, e ci sta. Ma quando viene guardato con aria provocatoria dall'altro bimbo che ha già messo il piede sul primo gradino e volutamente non si muove, al mix di scherno e sfida qualcosa scatta in lui. Lo guarda con occhi di fuoco, gli spara un "vaffanculo" e fa per allontanarsi. Poi, dato che un semplice vaffa non gli pareva abbastanza per l'entità dell'affronto ricevuto, si ferma, torna dal rivale e rincara la dose con uno spettacolare "vaffanculo vaffanculone".
Chi non ha figli e non ha responsabilità educative non può capire cosa passa in un momento simile nella mente di un genitore. Indeciso tra l’high five e il rimprovero, sotto lo sguardo gelido della mamma dell'altro bimbo cerco di non incrociare gli occhi dell’amico con cui stavo chiacchierando. Mantenendo a fatica un livello di serietà accettabile, opto per qualcosa di politicamente corretto e lo tiro fuori tutto di un fiato mascherando una sghignazzata.

"BambiniNonDiteLeParolacceNonLitigateGiocateTuttInsieme"

E sorrido viscidissimo alla mamma dello sfanculato. 
Dentro, la miglior standing ovation mentale della mia vita.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

sai che io... per qualche oscuro motivo non mi azzardo a dire "cacchio", in ambito famigliare.. è qualcosa di psicologicamente impossibile, una lunga serie di comportamenti è off limits, compreso l'essere me, che non è tutto vaffanculi..

testaparlantewithoutfucking

SympathyForTheDevil ha detto...

Come di molte cose, anche del vaffanculo non bisogna abusare, non per motivi morali ma perchè perde di carica e significato. Dell'essere se stessi, invece sì.

Ma la cosa divertente dell'aneddoto per me voleva essere quella del pargolo che volendo accrescere l'insulto non trovò di meglio che accrescere le dimensioni del culo.