lunedì 17 gennaio 2011

Escort

In questi tempi si fa un gran parlare di escort. Da bravo curioso, ho cercato per un attimo di immedesimarmi. Sì, lo so che avere barba e baffi, un sacco di cicatrici da sport vari e essere un tantino sovrappeso non è un buon inizio per mettersi nei panni di una escort e che con un tubino addosso sarei orrendo. Ma non è di questo che stiamo parlando. Non essendo un frequentatore della categoria potrei sbagliarmi, ma mi pare di capire che la escort sia una signorina giovane, graziosa e disinibita che, dietro compenso, esce con uomini facoltosi intrattenendoli a cena, in un weekend, in vacanza. Pare sia possibile, dietro adeguamento del compenso, che l’intrattenimento vada oltre cene, chiacchiere e serate danzanti assumendo anche risvolti più erotici. Non mi metterò ora a fare morale, non sono proprio il tipo. Non so se siamo ai limiti della prostituzione e del suo sfruttamento, se questo configura ipotesi di reato o quant’altro. Se siamo tra adulti consenzienti e ognuno fa liberamente quel che gli pare, anche pagando se crede, io non ho nulla da obiettare. La grana è di chi compra e la merce in offerta è di chi la mette in vendita, quindi trattasi di transazione commerciale, di un incontro tra domanda e offerta che sarà il mercato a giudicare.

Mentre mi perdevo in questi ragionamenti d’alto livello, credo di essermi addormentato davanti alla tele accesa. Ho avuto una allucinazione terribile. Stavo facendo il solito zapping compulsivo e mi imbatto in una trasmissione che stava a metà tra Annozero con Travaglio sotto l’effetto di droghe sintetiche e il Tg1 con ospite la Santanchè come persona informata sui fatti, che moderata come sempre incitava a linciare qualcuno. Ad un certo punto, parte un servizio. C’è in anteprima l’intervista a una escort coinvolta in uno scandalo politico, ritrovata seminuda in stato confusionale in una via del centro di Roma. Per la crudezza, l’abiezione, l’efferatezza degli argomenti proposti, il conduttore ne consiglia la visione a un pubblico adulto. Compare una ragazza seduta di spalle, incappucciata, che inizia a parlare con voce distorta.
“ … è stato terribile. Sono giovane ma faccio la escort da tempo, ho una mia etica. So quando è il momento di aprire la bocca e quando il momento di tenerla chiusa. Sono una professionista, vengo alla festa e il cliente mi paga. Se scelgo di rimanere per la notte, so che mi pagherà di più. Ho avuto clienti con le richieste più strane. Clienti che volevano frustarmi, clienti che mi hanno chiesto di sculacciarli vestiti da scolaretti e volevano chiamarmi Signora Maestra, clienti che mi hanno ricoperta di panna montata e mousse al cioccolato e mi chiamavano pasticcino. Un industriale voleva violentarmi mentre avvitavo bulloni vestita da metalmeccanica, e dovevo votare una scheda per scegliere la posizione. Travestimenti da suora, da velina, da infermiera, da ufficialessa nazista, da ministro. Orge, rapporti multipli, incontri lesbici. Ne ho viste di ogni genere ma stavolta l’intermediario che mi ha assoldata non mi aveva detto tutta la verità, e non parlo solo dell’età del cliente che si credeva un ragazzino. Cazzo, io a ventitrè anni posso anche avere il fegato di andare a letto con qualcuno che ne ha una cinquantina di più, se paga. Mi piacciono i soldi e mi piacciono molto, questo non è un problema. Eravamo una decina e siamo arrivate in questo palazzo elegante in centro, pieno di polizia e bodyguard che hanno fatto finta di non vederci. Dopo un aperitivo la cena è scorsa via tranquilla, anche se le canzoni erano una palla e le barzellette erano uno strazio. Pazienza, il cliente era convinto di essere divertentissimo, un grande seduttore e un grande cantante, e il cliente ha sempre ragione. Dopo cena abbiamo ballato un po’ con le altre ragazze toccandoci e strusciandoci, è una cosa che facciamo sempre, ai clienti piace. Quando il padrone di casa ha detto “Vi faccio vedere qualcosa di straordinario”, ero tranquilla. “ Sarà il solito porno preparatorio per scaldare l’atmosfera”, mi sono detta. Mette il DVD nel lettore e parte un suo incontro con uno importante, un presidente di non so che nazione. Ho cominciato a capire che qualcosa non andava in quel palazzo, a sentirmi nervosa. Posso accettare un sadomaso soft, se al cliente piace, eppure avevo bruttissime sensazioni. Ma quando ha messo il secondo DVD e si è avvicinato eccitatissimo con un sorriso osceno mentre alla tele compariva un congresso di gente su sfondo azzurro che applaudiva cantando una canzoncina di gioia perché un certo Silvio c’è, ho iniziato ad avere davvero paura e sono scappata urlando. Sono una ragazza in vendita, ho un prezzo, ma tutto ha un limite. Le altre ragazze sono rimaste impietrite davanti al video, non ho potuto salvarle da quell’orrore, non potuto portarle con me, non ho potuto …”
La giovane inizia a tremare, scoppia in lacrime e l’intervista termina.

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