sabato 15 maggio 2010

Tutore Dell'Ordine

Tutore dell’ordine, l’altro giorno mi hai fermato e multato. Sgombro subito il campo da equivoci. Ho commesso una infrazione al codice della strada e la multa me la sono meritata.
Dormire tre ore delle ultime ventiquattro, sbattersi in giro tutta la mattina, mangiare una schifezza in fretta e riuscire a liberarsi a metà pomeriggio non aiuta la lucidità. Sono sceso dall’auto per tirare fuori la patente dalla tasca e mi hai detto che non avevo la cintura di sicurezza. Non mi ricordo, davvero. In quelle condizioni, va ancora bene che mi ricordavo la strada di casa. Va bene, non l’avevo, hai ragione tu. Ho preso la multa, me la sono portata a casa e sono già andato in posta a pagarla, niente da dire.

No, non é vero. Ne ho un sacco da dire, nel seguente ordine.

Primo : su quei dieci chilometri di provinciale ho visto cose, tanto per cambiare, che voi umani non potreste nemmeno immaginare. Sorpassi allucinanti, inversioni a U, svolte al limite del criminale, gente a trenta all’ora a cavallo della linea di mezzeria e gente a centrotrenta in mezzo a paesini. E dove vi mettete tu e il tuo collega ? Appena fuori da una rotonda, dove si va per forza piano ed è impossibile commettere infrazioni pericolose. Mentre dopo due chilometri, sui rettilinei, si scatena il finimondo e non si vede mai uno straccio di divisa.
Secondo : mentre tu scrivevi io, preso da interesse statistico, ho guardato le auto in transito e ho visto altri quattro senza cintura, due al cellulare (in un caso, le due cose coincidevano), uno con un faro spento. Non li avete visti, eravate impegnati col mio verbale. Va bene, è toccato a me, giornata sfortunata.
Terzo : in posta ci ho lasciato settantaquattro euro di multa, e lo sapevo. Ci ho lasciato un euro e dieci centesimi di spese postali, e lo sapevo. Ma perché cavolo ci sono altri quarantanove centesimi di spese ? L’impiegata ha visto che era una multa, ha ridacchiato e ha detto “Sì, è una commissione” Dunque per un normalissimo bollettino intestato a un conto postale del Ministero dell’Interno a Fiumicino c’è un balzello di mezzo euro. Lo so che non è neanche un caffè, è il principio che mi infastidisce.
Quarto : mi sono giocato cinque punti di patente e va bene, se la legge è così. Ma che per mancata precedenza la sanzione sia esattamente la stessa è una cosa che grida vendetta. Alla fine quello che sfonda con la testa il parabrezza e si fracassa lo sterno sul volante perché guida senza cintura sono io, non faccio male a nessuno. E devo perdere gli stessi punti di uno che ignora una precedenza rischiando di causare una ecatombe ?
Quinto : torno a rivolgermi a te, tutore dell’ordine. Dev’essere una cosa data dall’avere un minimo di autorità, quella di mettersi a parlare al plurale maiestatis come il Sommo Pontefice. Perché, perché, perchè devi dirmi “ Come mai non ci mettiamo la cintura ? ” C’ero solo io in auto e tu eri giù, c’ero solo io senza cintura, perché parli al plurale ? Confesso, sul momento la cosa mi ha messo di buon umore. Mi scappava quasi da ridere. Per un attimo ho avuto la tentazione di sporgere la pancetta da birra e dirti che non avevamo (al plurale) la cintura perché sono incinto al quinto mese, sarebbe stato un modo per buttarla in ironia e sdrammatizzare. Ma ti ho guardato e, senza offesa, ho avuto la sensazione che tu non brillassi per senso dell’umorismo. Eri molto compìto e preso dal tuo ruolo. Così, alla domanda se avevo qualcosa da dichiarare ho detto tristemente no e ho preso il verbale scuotendo la testa sconsolato ...
... dato che ero un po’ giù e siam rimasti lì chiusi in noi, sempre di più.
(Paolo Conte, La ricostruzione del Mocambo)

Nessun commento: