venerdì 9 maggio 2014

Così E' La Vita

Sono steso di schiena su una barella che qualcuno sta spingendo. Gnudo come mamma mi fece, coperto solo da un camice bianco allacciato dietro. Guardo le luci sul soffitto scorrere mentre ci spostiamo lungo i corridoi.
L’infermiere, o portantino, o barelliere, o quello che è, mi è appena venuto a prendere in camera. Sta dietro la mia testa e mi sta portando verso la sala operatoria. Io sono perso nei miei pensieri, non particolarmente rilassato. Sì, non devo fare un trapianto né un intervento a cuore aperto, ma è pur sempre un intervento. Nell’atrio su cui si affacciano gli ascensori siamo costretti a fermarci. Arriva un collega e si salutano. Il nuovo arrivato dice al mio autista se ha sentito di Tizio. Scambiano quattro parole a proposito di un amico comune. Pare che il poveretto nella notte abbia avuto un incidente in moto e ci sia rimasto secco. Arriva un ascensore e il collega ci si infila dentro salutando, mentre noi aspettiamo quello accanto adibito alle barelle. E nel silenzio dell’attesa, il tipo dietro la barella pensa bene di continuare il discorso rivolgendosi a me. Non lo sfiora l’idea che in quel momento la mia disponibilità al dialogo empatico sia più o meno la stessa di una cancellata arrugginita. E commenta l’accaduto con un pensieroso “Cosa è la vita, eh ? Oggi ci sei e domani non ci sei più”. Ora, infermiere o portantino o barelliere o quello che sei, io non pretendo che tu abbia una laurea in psicologia. Ma non credo nemmeno che sia necessaria, per arrivare a capire che dire una frase del genere a uno che sta per entrare in una sala operatoria ti espone al rischio di reazioni inconsulte. E se non ho risposto e non ho mostrato grande dolore e partecipazione emotiva per la morte del vostro amico, non è stato per cattiveria o maleducazione, credimi. Che poi, a voler ben guardare, tu forse non hai notato quel fulmineo scossone sotto il camice bianco, ma in qualche modo era una risposta. Una rapida, intensa, convintissima, liberatoria toccata di coglioni.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A Proposito Di Gesti Scaramantici e Libere Interpretazioni Che Ti Lascio Piacevolmente ;)
. ..Se Una Donna Furibonda Espone Il Seno Al Cielo a Mezzanotte Lanciando Le Sue Imprecazioni Contro Colei/Colui Che L'Ha Fatta Inalberare Alla Malcapitata/o Per Un po Non Ne Andrà Bene Neanche Una.
(Insegnamento Delle Nonne Calabresi, Così Mi Dice Una Mia Amica Del Luogo)

Acume e Ironia Che Gradisco Sempre, La Tua.

SympathyForTheDevil ha detto...

Mi hai fatto sorridere, una volta di più. E adesso, non mi resta che cercare di capire chi diavolo è la rancorosa in topless che ultimamente soffre d'insonnia e nelle sue lunghe e tormentate notti pensa a me augurandomi le peggio cose. Ammesso che le rancorose non siano più di una, povero me.