domenica 25 dicembre 2011

Black Christmas

Giornata freddissima e serena, qualche giorno prima di Natale. Il centro brulica di gente, tutti in preda alla solita frenesia. L'autobus è affollatissimo. Alla fermata, una ragazza di colore con un bimbo nel passeggino e un altro poco più grande per mano. L'autobus ferma e lei si trova davanti alla porta destinata alla discesa. Dopo la fiumana di gente che scende, sale lo stesso, o meglio ci prova. Con una mano deve far salire il passeggino e con l'altra tenere l'altro bimbo. La manovra è complicata e il tempo passa. La gente inizia a spazientirsi. Finalmente riesce a salire, il bimbo più grande vuole essere preso in braccio.
Comincia una litania di commenti a mezza bocca, qualcuno in dialetto, qualcuno a voce un pò più alta per farsi sentire, qualcuno col vicino. "Certo, adesso comandano loro" " Vengono qui e si credono di fare quello che vogliono" "Eh, salire dalla porta giusta come fanno tutti era troppo difficile" Qualcun altro, imbarazzato, per timore o quieto vivere, abbassa gli occhi. La ragazza percepisce l'ostilità nei suoi confronti e assume una espressione tra il triste e la ricerca di scuse. Nessuno si sposta e lei rimane in bilico sui gradini proprio davanti alla porta. Soltanto una vecchietta cicciottella e malferma sulle gambe, con una buffa cuffia in testa, dice "Ma non vedete che non sa come fare !?" e si fa da parte invitando la ragazza a passare.

Sono seduto al tavolo di una cucina con un caffè davanti, e ascolto la vecchietta che mi racconta questo fatto. E' ancora indignata, le trema la voce dalla rabbia mentre parla. La guardo con un sorriso e le dico "Dai, mà, non prendertela così". E invece penso che fa bene a prendersela. Penso che nella vita ci sono cose che ti capitano alla nascita e che non puoi sceglierti, e una di queste sono i genitori. E penso che io ho avuto davvero un gran culo. 
E penso ai bravi cittadini di quel bus. Che ieri sera, e oggi a mezzogiorno, avranno affollato le chiese. In prima fila, compunti, senza sbagliare una risposta, cantando tutti gli inni. Pronti a festeggiare il compleanno di un bambinello di duemila anni fa, ma non a farne passare uno di oggi. Io ho un senso del Natale più o meno come quello di Ahmadinejad e non posso dare lezioni di religiosità a nessuno, questo è poco ma sicuro. Ma ancora, so riconoscere quando è il momento di dire mavaffanculo. 

4 commenti:

IlCieloCapovolto ha detto...

Sento La Pienezza Dei Toni.

SympathyForTheDevil ha detto...

E' ora di scuotersi.

IlsoleaMezzanotte ha detto...

E' ora di scuotersi da tanto tempo, ma continuiamo imperterriti a chiudere gli occhi, a tapparci le orecchie e, cosa ancora peggiore a mettere il cervello in stand-by.... grrrrrrr :-)

SympathyForTheDevil ha detto...

La prima rivoluzione deve essere dentro di noi.