mercoledì 8 dicembre 2010

Natale

Tradizione natalizia vuole che il giorno dell’Immacolata si proceda al rito dell’albero di Natale. A qualcuno piacerà anche. Io ne approfitto per lanciare un avvertimento, invece. A partire dal giorno otto Dicembre io, da tempo ormai immemorabile, entro in una fase di assoluta irascibilità, scontrosità, intrattabilità. Non è un fatto religioso, o in minima parte. La mia frequentazione di chiese è ridotta al lumicino. Matrimoni, funerali, battesimi a cui potrei anche mandare una sagoma di cartone a grandezza naturale e nessuno noterebbe la differenza. E’ proprio l’atmosfera natalizia che mi innervosisce. Non c’è cosa che mi faccia inferocire come ricevere regali a Natale. Perché devo sottopormi alla penitenza del sentirmi moderatamente in colpa perché non mi sono nemmeno sognato di farne o peggio ancora a quella del nevrastenico affannarsi alla ricerca di qualcosa per ricambiare ? Non ho chiesto regali e mi guardo bene dal farne. Ne faccio quando mi pare, a chi mi pare, senza bisogno di aspettare ricorrenze. Per tacere dello spaventoso crescendo per cui tutto ciò che accade deve accadere prima di Natale. Dopo il ventitrè, pare che non si possa fare più nulla. Bilanci, scadenze, consegne, regali, prenota, disdici, organizza, fai spesa, dopo chiudono, fai benzina. Sembra sempre che finisca il mondo.

Ecco, siamo alla primissima mattina del giorno otto e già sono una belva con congruo anticipo. E la fatidica data del sette Gennaio, quando tutto questo finirà, è distante anni luce. Uno dei motivi per cui spero che i Maya abbiano ragione con la loro profezia è che il mondo dovrebbe finire il ventun Dicembre 2012. Almeno per quell’anno non avremo da pensare ai regali. Finalmente un anno senza alberi di Natale impolverati che riemergono dalle cantine come zombies ricoperti di palle. Senza Babbi Natale sorridenti e barbuti. Credo che dovrebbe essere consentito lanciare granate incendiarie contro quelli appesi ai balconi a simulare arrampicate, e che ci vorrebbe una standing ovation per i topi d’appartamento che si infilano nelle case scalando travestiti pareti di condominio. L’unica cosa realistica sono i presepi. Cieli di stagnola, stelle comete attaccate con lo scotch, casette sfasciate e usurate, luci fioche e intermittenti che ogni tanto esplodono, personaggi magari mutilati, storti, malconci, vestiti come straccioni costretti a fare mestieri d’altri tempi per sopravvivere, di cui ci si ricorda solo se se ne rompe qualcuno. Un perfetto spaccato della Palestina oggi, tutto sommato. Però, non voglio essere troppo cinico. In fondo, del Natale restano se non altro le grandi domande esistenziali della vita. Chi siamo. Perché siamo qui. Da dove veniamo, dove andiamo, dove cazzo parcheggiamo, prendiamo il panettone coi canditi o senza ?

2 commenti:

UnCieloDiStagnola. ha detto...

Il Natale è Nello Stupore.
Il Mio Natale Ha L'Odore Di Spezie.
Il Mio Natale è Un Privilegio.

SympathyForTheDevil ha detto...

Il Mio Natale è un Salto nel Buio, Pieno di Domande di Ogni Genere. Condividerle, è Privilegio.