lunedì 22 ottobre 2012

Reggio Calabria - 22 Ottobre 1972

Sì, lo so, mi sono intrippato con gli anniversari, ma stavolta non è colpa mia. E’ stata una catena di eventi che mi ha portato qui. E chi sono io per oppormi al destino ? Sentivo parlare da diversi giorni di Reggio Calabria, comune sciolto, infiltrazioni e contiguità criminali, e c’era qualcosa che mi ronzava in testa. Mi è venuta in mente questa canzone, me la sono riascoltata, e quando ho colto la data della manifestazione ho capito che mi stava chiamando per essere pubblicata. Oggi, quarant’anni dopo. E ho obbedito. Credo che in molti non l’abbiano mai sentita, e che per i pochi che già la conoscono sia un ricordo gradito. Per lasciare più spazio a eventuali commenti, mi dico alcune cose da solo. Veterocomunista, sinistrorso, bolscevico, sovversivo, stalinista, centralista, fuori dal mondo, non al passo coi tempi. No, con questi tempi dove si stanno massacrando i diritti dei lavoratori e quel po’ di welfare che c’era, costruiti anche grazie alle lotte e alle manifestazioni come quella della canzone, non credo di avere una gran voglia di stare al passo.
Dimenticavo, a proposito di anniversari, nel post precedente ho dovuto fare una scelta, il nove Ottobre era anche l’anniversario della morte di Che Guevara. Rispetto per il combattente e per le idee e per i valori, ma non ho mai avuto la maglietta con la sua faccia, né l’adesivo sull’auto, non me lo sono tatuato addosso e diciamo anche che “Hasta siempre comandante” dopo due ascolti fa venire sonno. E allora, per motivi estetico-emozionali, ha vinto Paolini ai punti. Una eventuale finale con la Marini sarebbe un bello scontro.
 
 

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro strumento del destino, che il tuo anacronismo non ti lasci mai e continui a farti sentire certe chiamate.
Finchè c'è chiamata c'è passione, condivisione; mi piacerebbe poter scrivere che c'è speranza.

MM

SympathyForTheDevil ha detto...

Scrivilo pure, spero di poter continuare a permettermi passioni anacronistiche come la speranza.

ilsoleamezzanotte ha detto...

gli anni 70 gli anni della passione per la politica, delle lotte, dei diritti...ero piccola ma avendo un papà sindacalista nella più grande "fabbrica" del nord ho molti, moltissimi ricordi. soprattutto ricordi legati ai desideri mai realizzati, perchè come sempre la scelta era tra piccoli desideri e avere i soldi per mangiare! ma oggi che sono adulta so di aver avuto e di avere tutt'ora un'esempio di come si poteva essere all'epoca sindacalista, politico ma soprattutto ONESTO!! grande lezione di vita che per fortuna mi accompagna ogni giorno.. ciao poeta :-)

SympathyForTheDevil ha detto...

Ero piccolo anche io e mamma diceva sempre che papà aveva "sposato" la piccola fabbrica dove lavorava. Credo che, tra le altre cose, mi abbia lasciato un certo tipo di serietà nell'approccio al lavoro. I tempi sono enormemente cambiati, ma non è un motivo per cancellare la memoria di quello che è stato. Sarei felice di riuscire a passare ai miei figli quello che i miei genitori hanno passato a me.

ilsoleamezzanotte ha detto...

sono più che certa che ci riuscirai a passare ai tuoi figli quanto da te appreso dai tuoi genitori...non potrebbe essere diversamente visto gli alti valori che possiedi. :-)