giovedì 7 luglio 2011

Soltanto parole, parole tra noi ... (2)

E’ giunto il momento di dare voce ad un’altra parola dimenticata. Già vive in una terra desolata tra “obliquo” e tutta la famiglia di “oblivione”, non può certo essere al settimo cielo. Aggiungiamo che si tratta di una parola abbastanza tecnica e quindi necessariamente un po’ trascurata e capiremo tutta la sua sofferenza. Oggi mi schiero a favore di “obliterare”. So che il significato primo e letterale è altro, ma noi possiamo aiutarla e darle un poco di vita ogni volta che prendiamo un mezzo pubblico. Certo, anche io dubito che il portoghese abituale inizierà a munirsi di biglietto per salvare una parola. Lasciamo perdere l’abbonato, è esentato dal collaborare. Ma il non abbonato cosa fa, o dovrebbe fare, ogni volta che sale su un autobus ? “Timbra” il biglietto, in genere. Qualcuno lo “bolla”. Capita che lo si “annulli”. Di fondo, lo si “paga”. Nel trionfo della genericità, si “fa” il biglietto. E "obliterare" rosica. Allora, la nostra missione per i prossimi giorni è la seguente. Ogni volta che si sale su un autobus, individuare un compagno di viaggio e fingendo di avere le mani impegnate chiedergli con un bel sorriso "Potrebbe obliterarmi il biglietto, per favore?"
Però ho un sogno segreto. Proverei immensa stima e ammirazione per qualcuno che in analoga situazione avesse il coraggio di dire " Mi perdoni, mi userebbe la cortesia di obliterarmi il titolo di viaggio? "

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