mercoledì 16 febbraio 2011

Mobilità (In)Sostenibile

Chiunque abbia la patente e guidi regolarmente non può non aver fatto questa esperienza. Vi trovate in auto su una strada qualsiasi, dove per traffico e visibilità è praticamente impossibile sorpassare. Avete davanti da tempo immemorabile un lentissimo, ingombrante, puzzolente camion, preferibilmente con rimorchio. Nelle versioni più hard di questo incubo, ha un accecante antinebbia posteriore acceso da decine di chilometri. Avete quasi perso ogni speranza quando ad un certo punto, increduli, lo vedete mettere la freccia e svoltare. Il cuore si apre, canti di gioia vi sgorgano dal petto, un sorriso vi illumina e il piede schiaccia l’acceleratore. Ma a qualche centinaia di metri c’è un incrocio, e lo vedete in distanza, inesorabile e spietato, che si avvicina. E’ un altro camion, gemello al precedente per stazza e velocità, e si immette nel traffico immediatamente davanti a voi.

La domanda è sempre quella. Perché ?

C’è chi crede nel caso, e si rassegna. Chi, fatalista, ritiene sia destino. Qualcuno pensa che sia una punizione per i peccati commessi e passa in rassegna i propri comportamenti. L’ottimista che ha visto Sliding Doors pensa che grazie a quel rallentamento la sua vita subirà modifiche fondamentali. Il pessimista anche, ma le modifiche sono molto diverse. Il credente pensa che sia un intervento divino per non tentarci con le alte velocità e salvaguardarci da incidenti, l'ateo trova conferma dell'inesistenza di Dio, il satanista trova conferma dell'esistenza del Demonio (maiuscoli, per par condicio). Il masochista ha orgasmi multipli e il sadico fantastica di riciclarsi camionista. Il filosofo rivede le sue teorie sul caos respirando gasolio. L’automobilista di sinistra, consapevole che la rimonta della sinistra sarà più lenta di quel TIR, inizia a fischiettare l’Internazionale e si accoda a pugno chiuso pensando solidale al compagno camionista alla guida. L’automobilista di destra tenta il sorpasso alla cieca con gestaccio al camionista e questo fa sì che molti platani lungo le statali siano cosparsi di rottami di SUV e le aree di servizio di denti e frammenti di mandibole di automobilisti di destra. Il camionista è con ogni probabilità un extracomunitario stravolto che guida da diciassette ore consecutive, in tre giorni deve scaricare a Bucarest e a Oslo e non accosterebbe per fare strada nemmeno se gli apparisse Madre Teresa di Calcutta in guepiere.
Ho elaborato una mia teoria sul fenomeno dell’OTR (Onnipresenza del Tir Lento). Il mondo ha bisogno di un certo tasso di stupida cattiveria. Le cose come le guerre, bruciare senzatetto per gioco, i sindaci leghisti, le dichiarazioni di Gasparri e gli atteggiamenti di la Russa, le violenze di gruppo, i combattimenti di cani, i lager, i comizi di Borghezio, i bambini soldato, leggere Il Giornale (maiuscolo, è una specifica) e così via servono a fornire cattiveria su larga scala. Ma per la quotidianità esiste una organizzazione, coordinata da qualcuno di demoniaca malvagità, che ha messo in orbita attorno al globo una rete di satelliti collegati con una flotta di TIR dislocati per tutto il pianeta in attesa nei punti strategici. Ogni satellite è dotato di sensori raffinatissimi, tarati per rilevare con estrema precisione nelle onde cerebrali il tasso di incazzatura globale degli automobilisti, che ovviamente rimane altissimo finché c’è coda dietro il TIR. Non appena il TIR svolta e l’incazzatura scende vertiginosamente a picco, il satellite rileva immediatamente il calo e in tempo reale invia un impulso al camion più vicino che nel giro di pochi minuti è in grado di mettersi di nuovo davanti a voi e ripristinare un accettabile tasso di cattiveria nella fila che si crea.

Se avete altre spiegazioni, vi ascolto.

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